lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 02:39

Terni, il centro sociale Matteotti con i giorni contati: «Serve un nuovo bando»

La struttura dovrà riconsegnare le chiavi al Comune il 31 agosto: respinto il ricorso per mancati crediti

di Massimo Colonna

Entro il 31 agosto il centro sociale per anziani Matteotti dovrà riconsegnare le chiavi al Comune di Terni: respinto il ricorso per l’ammissione in extremis all’ultimo bando di Palazzo Spada e ora in consiglio comunale arriva la richiesta di rivedere le cose. Il tutto dopo che lo scenario del Welfare e del Sociale in città è cambiato, dopo l’uscita di scena di Marco Cecconi e l’ingresso in giunta al suo posto di Cristiano Ceccotti.

I tempi Nelle settimane passate il centro Matteotti e quello di Marmore sono rimasti fuori dalla partecipazione all’avviso dell’amministrazione. In particolare il centro Matteotti era stato escluso per via di una pendenza inevasa nei confronti del Comune. Una cifra intorno ai duemila euro, poi scesa in seguito al pagamento di una parte della quota. A quel punto il centro aveva presentato ricorso al Comune in ragione del fatto che la struttura vantava dei crediti nei confronti di Palazzo Spada per via di contributi regionali. In più, il Matteotti deve ancora ricevere per diverse annualità soldi dal Comune per la manutenzione del verde della zona, come da accordi.

I soldi Il ricorso però è stato respinto, visto che il Comune in sostanza ha risposto che pur vantando dei crediti la quota da saldare da parte del Matteotti era comunque dovuta. Per questo motivo la situazione è rimasta bloccata. Ora il tempo stringe perché il 31 agosto è fissata la data della riconsegna delle chiavi. Nel frattempo il centro, che nell’ultima tornata di iscrizioni ha superato le trecento iscrizioni, si è organizzato con incontri in strutture private.

In Comune La questione finirà sui banchi del consiglio comunale già ai primi di settembre, alla ripresa dei lavori. Il consigliere del Partito democratico Francesco Filipponi ha presentato una interrogazione al sindaco in cui chiedere di «verificare la possibilità di pubblicazione di un nuovo bando o di ricercare le soluzioni più idonee al fine di non privare gli associati dei due centri sociali, realtà che operano in spazi pubblici nell’ambito di quartieri popolosi».

@tulhaidetto

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