La sede della Provincia

La loro odissea va avanti da mesi, ma non sembra esserci nessuna Itaca all’orizzonte. Sono le 12 lavoratrici – ex Lsu – che lavorano, in virtù di un appalto con il ministero dell’istruzione, per la Cosp. E che tornano a denunciare il loro forte stato di disagio.

Il calvario Dal 30 giugno scorso, «con la chiusura dell’anno scolastico – dice Gabriella Falocco, del sindacato Usb – le lavoratrici sono finite in cassa integrazione fino al 22 luglio, quando è iniziato il progetto ‘scuole belle’ e sono state impegnate nella tinteggiatura di tre scuole della provincia. Finito il lavoro, poco prima di ferragosto, tutte a casa, senza nessuna retribuzione o cassa integrazione. Con l’apertura del nuovo anno scolastico sono state riassegnate alle varie direzioni didattiche, ma non con un contatto da 35 ore settimanali ma di 21, disattendendo gli accordi governativi».

Giravolta di ‘lavori’ Ma Gabriella Falocco racconta anche di orari impossibili da conciliare, di spese per trasferimenti che «assorbono praticamente la gran parte dei 12 euro che, al netto delle ritenute, percepiscono le lavoratrici», di «una lavoratrice che ha dato le dimissioni, ma la cooperativa oggi invece di spalmare le ore alle lavoratrici rimaste ha provveduto a sostituirla con una socia, a discapito delle lavoratrici e contro il contratto», di «una collega che si è infortunata e la cooperativa ha provveduto a dare le ore ad una sola lavoratrice e non ha distribuito le ore in modo omogeneo, chi fa 21 ore e chi ne fa 38, e a nulla sono valse le diverse richieste d’incontro per chiarire e pianificare l’organizzazione del lavoro con le parti come è buona norma».

Il Comune di Narni La Usb, peraltro, chiede «a tutto il consiglio comunale di Narni il mantenimento dell’impegno che si è assunto con la deliberazione del 27 febbraio del 2014, affinché queste lavoratrici trovino la stessa dignità che hanno avuto le colleghe ex Lsu che attualmente e sin da l’inizio del progetto si trovano al lavoro presso gli uffici del comune di Narni a 36 ore settimanali. E alla Provincia di Terni, affinché qualcuno ci riceva perlomeno ad esporre le problematiche e le discriminazioni che hanno subito le 7 ex Lsu della Provincia stessa».

‘Tutti per Narni’ Sulla vicenda interviene anche il gruppo consiliare narnese ‘Tutti per Narni’: «Il Comune di Narni che le ha abbandonate – dice – è zelante a corrente alternata:da una parte ci si affanna ad indire un bando di concorso per l’assunzione di un dirigente e di due Vigili in pianta stabile e dall’altra non si trova il modo di sistemare in modo decoroso le cinque lavoratrici che da troppo tempo sono costrette a mansioni,orari e sedi impossibili».

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