di Francesca Mancosu
Terni può essere bella. Basta saperla guardare dal verso giusto. Magari da uno dei suoi tanti ponti, affacciati su quei due fiumi che la attraversano ogni giorno, e ai quali è indissolubilmente legata, nel bene e nel male. Luoghi che rivivranno sabato 19 luglio grazie a ‘I ponti parlano’, escursione letteraria organizzata dal gruppo di lettura Adaltavoce.
Dai ponti sui ponti La partenza è fissata per le ore 22 dalla passerella di via del Cassero: da qui, l’itinerario si dipanerà verso il ponte di corso del Popolo e il lungofiume, per poi concludersi alla prua di ponte Carrara, giusto di fronte al Caos. Tema unificante della passeggiata sarà la lettura di brani, poesie ed articoli che parlano di ponti: unico requisito, la lunghezza massima di 3 minuti l’uno. E magari, una torcia in tasca, o una luce da libro.
Letture sui bus e alla stazione «Questa iniziativa – racconta uno dei componenti del gruppo di lettura Adaltavoce – è solo uno dei tasselli delle nostre attività. Siamo nati circa due anni e mezzo fa, e ci riuniamo ogni sabato alle 18, al Caos. Vorremmo animare la città con la lettura di libri ed il coinvolgimento in eventi culturali: finora abbiamo organizzato il primo reading contest a Terni nell’ambito di Umbrialibri, poi letture al mercato coperto e in altri luoghi. Per il futuro, ne abbiamo in programma diverse sugli altri ponti cittadini, sugli autobus, alla stazione. Vogliamo essere una fiammella accesa che può essere alimentata da chiunque ne abbia realmente voglia».
Terni non sarà la Madison county eternata dal bel film con Clint Eastwood e Meryl Streep, ma pensarla non può prescindere, appunto, dai suoi ponti, antichi e nuovi. Sorti su strutture preesistenti o appena inventati. Storici, come il ponte romano di via del Cassero, un tempo parte della struttura difensiva dell’omonimo forte. Fiaccato da diverse piene, cadde in rovina nell’alto Medioevo, quando veniva chiamato ponte ‘de Subtus’, in quanto situato nel rione di Sotto, o di Sant’Antonio, in riferimento alla chiesa e all’ospedale che sorgevano nelle vicinanze. Fu ricostruito più volte nei secoli seguenti: nel 1392 ad opera di Pietro Poletti, nel 1569 da Jacopo Vignola (autore, fra l’altro, del palazzo Farnese a Caprarola e della chiesa del Gesù a Roma), nel 1597 da Alessandro Fontana, e ancora nel 1611 a spese pubbliche dai ternani, ed intitolato a papa Paolo V che lo inaugurò, come testimoniano le due iscrizioni che si trovavano sul lato destro e sinistro del ponte.
Futuristici e tormentati Altrettanto difficili le vicende di quelli più recenti, anche se non a causa delle piene fluviali. Tante le polemiche che hanno accompagnato la nascita della passerella che collega il centro direzionale e residenziale di corso del Popolo con Città giardino. Cinquanta metri di lunghezza per tre e mezzo di larghezza, inaugurato lo scorso aprile, e ancora, forse, poco ‘vissuto’. E, soprattutto, biancorosso: scelta cromatica dall’eco ‘perugina’ che per molti è tutt’ora imperdonabile. Non meno travagliata la storia della dirimpettaia prua di ponte Carrara: restaurata sotto la giunta Raffaelli, da anni orfana dello storico bar Hawai, e ancora lontana dal diventare i Navigli di Terni, come nei sogni di tanti imprenditori (ed architetti). In attesa del giorno in cui sul Nera illuminato si affacceranno bar e ristorantini a consolarci rimane ‘Playing upstream’, il bel murales che percorre il muraglione lungofiume, realizzato nel 2013 dall’artista Mp5 : un nuotatore controcorrente, dedicato a tutti i bambini della città.
