A seguito dell’articolo apparso mercoledì 28 gennaio, relativo alla conferenza stampa indetta a Palazzo Spada dalle associazioni animaliste di Terni, che hanno alzato la guardia sul racket delle adozioni internazionali di cani, l’avvocato dell’associazione Animalia Amo, Raffaella Sili, puntualizza sulla sentenza del Tar, cui si fa riferimento:
«La sentenza del Tar di cui parla l’articolo costituisce la prova provata di tutte le falsità narrate considerato che i giudici nel provvedimento hanno riconosciuto valide tutte le adozioni oggetto del procedimento; hanno rilevato che le accuse in ordine alla terribile sorte dei cani adottati in Germania così come rappresentate nel ricorso della ricorrente “Grandi Amici” sono del tutto sfornite di prova proprio sulla base della copiosissima documentazione prodotta dalla difesa della resisetente sullo stato di salute dei cani.
Il Tar ha infatti respinto la sospensiva richiesta dalla ricorrente che paventava una tragica fine dei cani adottati e per tale ragione ne chiedeva l’immediato rientro. Il Tar, all’esito dell’udienza di merito, ha annullato 5 provvedimenti di adozione emessi dal Comune di Stroncone di altrettanti cani sulla base di un solo ed unico rilievo (che nulla toglie alla bontà e alla correttezza della procedura seguita per le adozioni da parte dell’associazione Animalia Amo International). Tali 5 provvedimenti, infatti sono stati annullati perchè sottoscritti dal Sindaco e dal dirigente competente mentre secondo la motivazione del Tar avrebbero dovuto essere sottoscritti unicamente da quest’ultimo.
I 5 cani, dunque, non devono rientrare in Italia visto che sono presso famiglie tedesche per bene da diverso tempo, ma devono essere semplicemente corretti gli aspetti formali dei relativi provvedimenti di adozione che, pertanto, sono risultati sotto il profilo sostanziale validi anche per il Tar.
Aver utilizzato la sentenza del Tar come strumento per allarmare la collettività paventando morte o destinazioni illecite presso laboratori di vivisezione dei cani adottati costituisce una macroscopica ed intollerabile disinformazione ed un attacco (l’ennesimo) gravemente diffamatorio nei confronti della Sig.ra Roeckl e della sua associazione.
La informo che la Sig.ra Roeckl è stata più volte indagata sulla base di falsità diffuse proprio dagli stessi soggetti che oggi costituiscono la fonte dell’articolo in questione e tutti i procedimenti si sono conclusi con dei decreti di archiviazione.
Di converso la Sig.ra Roeckl si è vista costretta suo malgrado a dover sporgere nel corso degli ultimi 2 anni diverse querele contro coloro che la accusano di realizzare un traffico illecito di cani anzichè delle adozioni. Tutte le querele hanno determinato l’apertura di diversi procedimenti penali tutti approdati alla fase dibattimentale».
