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martedì 24 novembre - Aggiornato alle 19:31

Terni, i gestori delle palestre: «Da noi nessun focolaio, in un anno fatturato dimezzato»

Documento inviato alle istituzioni dal comitato di dieci centri: «Servono contributi a fondo perduto per non morire»

«Nelle palestre nessun focolaio, così non si può andare avanti». A parlare è il comitato dei gestori delle palestre e dei centri fitness di Terni, che nella serata di mercoledì si è riunito per fare il punto della situazione dopo gli ultimi decreti del governo. Il presidente Conte nel suo ultimo intervento aveva dato sette giorni di tempo proprio alle palestre per perfezionare le misure anticontagio. Ma i gestori del comprensorio di Terni adesso chiedono chiarezza.

Le richieste «La nostra crisi – scrivono in una nota Piscine dello Stadio, Polisportiva Ternana /San Valentino Sporting Club, Fitness per Terni/Tonic Terni, Passepartout, Azucar, Proforma, Crossfit, Body & Mind, Crossfit Unalome e Nuoto Club Terni – è iniziata il 9 marzo con la chiusura del lockdown, continuata poi con i successivi decreti restrittivi di contingentamento del numero di ingressi. L’apice di questa drammatica vicenda si è avuto con la conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha dato un ultimatum di 7 giorni per adeguare le strutture che non rispettano i protocolli. Noi abbiamo lavorato da sempre con serietà e la diligenza del buon padre di famiglia, attuando minuziosamente i costosi
protocolli imposti. I controlli svolti dai Nas in questi giorni nei centri fitness della nostra città certificano la bontà delle nostre azioni: nessun focolaio si è verificato nelle palestre ma solo casi sporadici prontamente gestiti grazie alla collaborazione con la Asl territoriale. Venire tacciati di essere ‘untori’, o persone superficiali che non attuano in modo preciso le disposizioni, ferisce in primis la nostra professionalità e dignità di uomini».

Non siamo untori Di oggi sono le dichiarazioni del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che preannuncia protocolli ancor più stringenti: giova ricordare che non vi è nessuna evidenza scientifica che dimostri che l’attività sportiva svolta nei nostri centri fitness in maniera distanziata e con continui interventi di sanificazione possa generare pericolosi focolai pandemici. Ha un senso continuare le nostre attività in questa situazione? Le palestre grazie a questa opera di informazione ‘politicamente scorretta’ si stanno svuotando e i pochi ricavi non riescono a coprire le ingenti spese. Le leggi ‘mancia’ approvate in questo periodo sono state utilizzate per la sanificazione, nessun ristoro abbiamo avuto per l’evidente calo di fatturato, stimato in media del 50 per cento rispetto allo scorso anno. Chiediamo contributi a fondo perduto per non far morire le nostre attività ed una presa di posizione netta delle istituzioni locali su questa folle opera di disinformazione. Vorremmo ringraziare l’assessore allo Sport del Comune di Terni Elena Proietti che ci ha testimoniato la sua solidarietà partecipando alla riunione di questo comitato spontaneo».

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