Una protesta a palazzo Spada

di Marco Torricelli

Stavolta tocca ai disabili. Ormai palazzo Spada, quando c’è il consiglio comunale, è tappa fissa per chi ha qualcosa da recriminare. E loro, infatti, lunedì pomeriggio si presenteranno ‘armati’ di cartelli e slogan.

Il sit-in Aspetteranno i politici all’ingresso del palazzo e poi li seguiranno nella sala del consiglio: «La nostra sarà una protesta civile – dice Stefano Morlupo, che è alla guida del comitato nel quale sono organizzati gli invalidi – ma decisa, perché ci sentiamo sempre più emarginati, a dispetto delle tante promesse ricevute, ma soprattutto perché non chiediamo nulla che non ci spetti di diritto». E specifica: «Noi non chiediamo elemosine, sussidi o regali. Noi vogliamo che si rispettino le leggi, che prevedono il nostro inserimento al lavoro».

Le motivazioni Motivo scatenante della protesta, stavolta, è stata l’assegnazione – provvisoria – della gestione del canile comunale di Colleluna: «L’ennesima scelta fatta – dice Stefano Morlupo, che è alla guida del comitato nel quale sono organizzati gli invalidi – ignorando il nuovo regolamento comunale, che prevede norme per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate». Ma anche «continuando con la logica del ‘massimo ribasso’, nonostante si fosse assunto l’impegno a non farlo più».

I sindacati Su tema si erano espressi, con decisione, anche i sindacati Fai Cisl e Flai Cgil: «Le conseguenze di questo modo di indire gare, criticato ripetutamente dai sindacati, genera forme di precarizzazione spaventose e seri disagi economici per i lavoratori impiegati», soprattutto perché con la presentazione del ‘Green social project’, finalizzato a promuovere e rendere attuabili iniziative per l’integrazione lavorativa delle fasce svantaggiate sembrava si fosse avviato un percorso virtuoso.

L’appalto Quello del canile, dice Morlupo, «non è un esempio banale, perché la Metauria Ecologia di Gioia Tauro, che ha proposto un ribasso del 17,90% ed ha fatto fuori la cooperativa locale Alis, ha già fatto sapere che ci sarà un drastico ‘taglio’ sul personale addetto alla cura degli animali». Ma ci sarebbe anche dell’altro: «Perché si parla di realizzare, all’interno del canile, di un allevamento di cani da tartufo e di adibire un’area dello stesso canile a ‘pensione di lusso’ per animali di proprietà di clienti danarosi».

Le sanzioni Loro, gli invalidi sono decisi a dare battaglia «perché da anni siamo presi in giro; perché non c’è nessuna azienda, a cominciare dall’Ast fino alle più piccole, che rispetti gli obblighi di assunzione di soggetti svantaggiati; perché non sappiamo se queste aziende siano sanzionate come dovrebbero e, nel caso, perché i fondi reperiti con queste sanzioni non vengono riutilizzati per iniziative destinate a favorire il nostro inserimento lavorativo».

Il legale Si sono rivolti anche ad un avvocato «che ha chiesto all’assessore Bencivenga, ma anche al vice sindaco Paci, di spiegare le motivazioni che sono alla base del mancato rispetto del regolamento comunale e, soprattutto, della mancata attuazione di provvedimenti che possano far diventare reali le cose che più volte sono state promesse e che non sarebbero dei regali o delle opere di beneficenza, ma atti dovuti nel rispetto dei diritti delle persone svantaggiate che vogliono solo lavorare per vivere».

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