Il convegno sui consumi

di Francesca Torricelli

L’attuale crisi economica e finanziaria, rispetto alle altre crisi del passato, ha la peculiarità di essere una crisi globale. Venerdì pomeriggio l’Asm Terni, in collaborazione con il laboratorio Athena e con il patrocinio del Dipartimento di economia università degli studi di Perugia, ha organizzato il convegno ‘Crisi economica e comportamento del cittadino consumatore’. Un convegno tra tecnici ed università per andare incontro, appunto, ai consumatori.

Asm «Stiamo cercando di mettere a punto investimenti di innovazione tecnologica per cercare di migliorare il servizio ai cittadini», così Carlo Ottone, presidente di Asm Terni, ha aperto il convegno. «Gli investimenti vanno verso l’efficientamento energetico attraverso le ‘smart grid’, la rete digitale e attraverso i contatori elettronici. Terni è una delle prime città che sta adottando le ‘smart grid’, un modello di risparmio energetico e di gestione intelligente dell’energia legata ai settori digitali. Una città che oggi ha le potenzialità perché ha anche l’intera proprietà della rete elettrica, del gas, del digitale e delle fibre ottiche. Non a caso è selezionata tra le 8 città ‘smart city’».

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La ricerca Per permetterci di visualizzare la situazione attuale, la professoressa Cristina Montesi, docente di economia presso l’università degli studi di Perugia, ha effettuato una ricerca sul consumo di due gruppi di consumatori: in Italia e in Romania. Una ricerca di economia, appunto, comparata. «È stato scelto il consumo – ha spiegato la professoressa – perché è stato la miccia che ha innescato la crescita economica negli Stati Uniti. Un consumo che si disgiunge sempre più dal reddito, perché ci si indebita per consumare. Su questa piramide di debiti poi è nata tutta l’ingegneria finanziaria che ha causato poi la crisi economica».

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La crisi «Abbiamo quindi chiesto ai consumatori Italiani e Rumeni cosa è successo in seguito alla crisi». Parliamo principalmente degli italiani perché i consumatori intervistati sono stati per il 92% umbri. Dalle interviste «viene evidenziata una sensibile riduzione del reddito comportando così una riduzione dei consumi». Quali consumi hanno tenuto meglio? «Hanno tenuto i consumi per le vacanze, quelli per beni durevoli soprattutto le tecnologie della comunicazione e l’abbigliamento. Mentre, purtroppo si riduco i consumi per la salute e per gli alimentari». Diventa sempre più un bisogno fondamentale quello di connettersi piuttosto che pensare alla salute o al mangiare «anche se per quanto riguarda il mangiare, è avvenuta una riqualificazione dei consumi perché si mangia meno carne che viene sostituita da uova, pesce, pasta e pane».



Il rilancio Nelle interviste ai consumatori è stato, poi, chiesto quali potessero essere le loro attitudini per incrementare i consumi. «Ci è stato risposto di lavorare di più nel posto dove si abita. Chiaramente questo comporta un’impossibilità di diversificazione del lavoro». Inoltre «abbiamo chiesto le possibili strategie per rilanciare la crescita, dove tutti hanno individuato il consumo come una leva per far riprendere l’economica. Tutti hanno preferito delle strategie liberiste per aumentare il reddito e rilanciare i consumi, ovvero meno tasse e tagli alla spesa pubblica».

Riparare ai fallimenti Tutto questo «a mio modo di vedere – va a concludere la professoressa Montesi – è un effetto paradosso, perché queste ‘ricette’ liberiste sono state la causa della crisi economica. Lo stato poi è intervenuto per riparare i fallimenti del mercato e ora lo si vuole tagliare, quando invece con la cassa integrazione e gli ammortizzatori sociali lo Stato è diventato un po’ un ‘dottore’ per questa crisi». La professoressa è, invece, a favore «delle tasse su redditi elevati e maggiore spesa pubblica. Solo rilanciando, appunto, la spesa pubblica, tagliando naturalmente gli sprechi, possiamo forse ripensare ad un nuovo modello di sviluppo».