Giocondo Talamonti

di Marco Torricelli

Dovevano farlo a marzo, ma siamo arrivati praticamente a maggio e non se ne viene a capo. Il rinnovo della Consulta degli immigrati – una realtà importante, che rappresenta ormai circa il 10% della popolazione residente – si trascina, tra prese di posizione diverse, senza un pronunciamento definitivo.

L’intervento Giocondo Talamonti, consigliere comunale del gruppo misto, da tempo è impegnato nel sollecitare l’amministrazione comunale, perché, spiega “la Consulta è un organismo, voluto e sostenuto dal consiglio comunale, per dare voce alle varie etnie della città, per far conoscere e presentare le nuove esigenze che l’evolversi del fenomeno migratorio presenta e per governare i mutamenti che l’integrazione comporta».

12 mila immigrati Soprattutto perché, insiste Talamonti, «gli immigrati residenti a Terni sono 12 mila senza considerare quelli dei comuni limitrofi che frequentano la nostra città per motivi di lavoro. Non si riesce a capire perché la Consulta viene posta in antagonismo alla fase di promozione della cultura di cittadinanza fatta non solo di diritti primari, ma anche e soprattutto di doveri. Essa infatti può essere, quanto mai, utile a coltivare il rispetto della civile convivenza, delle leggi e delle norme della Costituzione italiana, delle relazioni e della potenzialità di integrazione».

Posizioni diverse Nei giorni scorsi, sull’argomento, era intervenuto Massimo D’Antonio, consigliere provincia dell’Udc, esprimendo una posizione diversa: «La Consulta rappresenta uno strumento ormai vecchio», aveva detto. Chiedendosi poi «se i cittadini ternani avvertano maggiormente l’esigenza di una nuova Consulta degli immigrati anziché ritenere più opportuno investire quelle risorse per un potenziamento delle attività didattiche, formative e pedagogiche».

I problemi Ma Talamonti non la pensa così: «Limitare la funzione della Consulta al soddisfacimento dei diritti primari è un modo superficiale di valutarne il significato, perché non tiene conto del processo di integrazione che ha interessato la città nell’ultimo decennio. Ha senso, quindi, la Consulta perché pone all’attenzione della comunità, in tempo reale, i problemi fra le stesse etnie, fra etnie diverse e fra i cittadini ternani affrontando tematiche e suggerendo soluzioni risolutive ai diversi problemi».

La ‘tessera’ Martedì mattina, intanto, l’assessore alle politiche sociali della provincia, Marcello Bigerna, il direttore generale dell’Asl2, Sandro Fratini e i rappresentanti dei comuni, presenteranno il progetto ‘Tessere di cittadinanza’, finanziato dal Fondo europeo per l’integrazione, che prevede il potenziamento dei servizi di mediazione culturale dell’Asl e delle attività degli sportelli itineranti già attivi in alcuni comuni del territorio provinciale.

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