di Francesca Torricelli
Lunedì mattina si sono incontrati sotto il ‘palazzo del Governo’ di Terni, per consegnare al Prefetto, una lettera firmata dai tanti comitati locali e associazioni della regione. Lo scopo è «denunciare – dicono nella lettera – la condizione di emergenza che i nostri territori stanno sopportando».
Le polemiche La sostanza «della nostra denuncia – spiega Fabio Neri, del comitato NO Inceneritori – è che, secondo noi, questa politica energetica, che incentiva la produzione di energia elettrica alle così dette fonti rinnovabili assimilate, sta disseminando l’Umbria di impianti a combustioni di vario tipo, creando una vera e propria emergenza. Si sta determinando una situazione di emergenza ambientale dettata dalla speculazione sugli incentivi dati alla produzione di energia elettrica, che sta riempendo la regione di impianti che avranno emissioni nocive. Per non parlare della condizione della conca ternana, dove all’inceneritore di Acea, abbiamo saputo che si sommerà una seconda centrale a biomasse da 4 Megawatt». In poche parole «chiediamo – interviene Matteo Bartolini, del Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente del Comune di Arrone – la non apertura di questa centrale, nel nostro territorio, perché non ne vediamo l’utilità e perché pensiamo sia dannosa per la salute e l’ambiente della Valnerina».
La manifestazione Secondo Andrea Liberati di Italia nostra, «l’Umbria è in una fase di vera emergenza. Sono sorti 46 comitati in tutta la regione, capeggiati dal nostro segretario regionale, l’avvocato Gianfranco Angeli, perché la possibilità dell’arrivo del combustibile da qualsiasi parte del mondo, sta consentendo speculazioni di ogni genere. A questo si aggiungono gli incentivi nazionali, che favoriscono imprese di carattere fortemente speculativo. Stiamo vigilando e monitorando e ci prepariamo alla grande manifestazione regionale, che avrà luogo sabato 11 a Terni». Giuseppe Rinaldi, segretario Wwf Umbria conclude: «Noi ci riteniamo progressisti, quindi siamo favorevoli agli impianti finalizzati al riciclo, ma siamo per le energie rinnovabili vere ed è difficile per noi considerare tali le biomasse. Si vuol far credere che tutte queste operazioni siano ecosostenibili, quando cosi non è, perché hanno solo impronta speculativa. Vogliamo sottoporre questa emergenza anche alle istituzioni, facendoci portavoce di una sensibilità ormai diffusa. La manifestazione dovrà ribadire questi concetti».
