di Re.Te.
La sigla la conoscono ormai tutti: Css. Sta per combustibile solido secondario ed è uno dei temi più delicati sui quali si dibatta, ultimamente. Soprattutto perché prende sempre più corpo l’idea di bruciarlo, il Css, anche nei cementifici, oltre che nelle centrali termoelettriche e negli impianti impianti siderurgici (tipo le acciaierie di Terni).
Il dibattito Sull’argomento – oggetto anche di un convegno – si registrano opinioni molto discordanti: quelle di Confindustria, ad esempio, o quelle del consigliere regionale Orfeo Goracci. Ma il tema è ben lungi dall’essere stato sviscerato nei dettagli e non è difficile ipotizzare che se ne continuerà a parlare a lungo.
La protesta Tanto che gli ambientalisti sentono, nel vero senso della parola, ‘puzza di bruciato’ e vanno all’attacco. Lunedì il comitato ‘No inceneritori’ di Terni ha dato vita all’ennesimo sit-in sotto, e dentro, palazzo Spada mentre si svolgeva la riunione del consiglio comunale: «Ci prendono in giro – dice Fabio Neri, portavoce del comitato – perché un giorno dicono di essere contrari all’incenerimento e il giorno dopo se ne escono con questa storia del Css».
La differenziata Secondo Neri «si tratta dell’ennesimo trucchetto, messo in atto da chi proprio non vuol scindere le problematiche connesse alla gestione e al trattamento dei rifiuti dall’idea di farne un business economico» e insiste su un tema caro agli ambientalisti: «Se le stesse energie le impiegassero per attuare quella strategia ‘rifiuti zero’ sulla quale si dicevano tutti d’accordo, simili problematiche le avremmo superate da un pezzo». Per gli ambientalisti non ci sono dubbi: «Solo con una raccolta differenziata autentica e spinta al massimo, si risolve il problema»
Rifondazione comunista Sul tema prende posizione anche il gruppo di Rc in consiglio comunale, parlando della «necessità di scongiurare la produzione e la combustione di Css e di promuovere in alternativa il massimo recupero di materia prima seconda dai rifiuti» e chiedendo alla giunta un aggiornamento «rispetto all’attuazione della strategia ‘rifiuti zero». Luzio Luzzi e Mauro Nannini, chiedono al sindaco quali azioni si intendono mettere in atto «per far prevalere l’opzione del massimo recupero di materia e la definitiva, inequivocabile, rinuncia all’incenerimento dei rifiuti» e chiedono «un impegno esplicito del Comune di Terni, sul piano istituzionale e su quello economico-produttivo, per scongiurare l’ipotesi della produzione e della combustione del Css», ma anche sui tempi previsti per l’adozione, da parte della giunta comunale della delibera attuativa della strategia ‘rifiuti zero’», adottata dal consiglio comunale a gennaio.
