di F.T.
Attraverso un’apposita sentenza, il giudice di pace di Terni ha stabilito che l’Iva sulla tariffa di igiene ambientale – Tia, oggi sostituita dalla Tares – deve essere restituita agli utenti. La decisione fa seguito a quanto stabilito dalla corte di cassazione nel marzo del 2012, ovvero che l’Iva sulla Tia non è dovuta in quanto tributo.
La sentenza è stata resa nota dalla delegazione di Terni dell’associazione Codici che, ora, si dice «pronta ad intraprendere una class action nei confronti dell’Asm, a tutela della collettività». La sentenza del giudice di pace Mario Sevi risale allo scorso settembre. «Si tratta – spiegano da Codici Terni – della prima applicazione concreta nella nostra città del principio già sancito dalla Consulta nel 2009 e ribadito dalla corte suprema».
Le stime È la stessa associazione a fornire una prima stima delle possibili conseguenze sul piano pratico: «Ogni caso è a sé. Bisogna recuperare le fatture e verificare se è stata pagata la Tia e da quanto tempo, visto che non tutti i contribuenti sono sottoposti a questo tributo. Il calcolo del rimborso va fatto sommando gli importi versati come Iva al 10% negli ultimi dieci anni, per una cifra che – in media – potrebbe essere compresa fra i 70 e i 150 euro complessivi».
