Il senatore Gianluca Rossi

di Francesca Torricelli

La questione del ‘bonus università’ è ormai diventata di interesse nazionale ed è clamorosamente uscita dalle aule scolastiche per entrare in quelle parlamentari.

No cavie «Gli studenti di quest’anno saranno le uniche ‘cavie’ dei percentili, un sistema che sta producendo gravi disuguaglianze tra gli studenti di scuole pubbliche e private, oltre che tra diversi territori d’Italia – denuncia il senatore del Pd, Gianluca Rossi – e le incongruità visibili tra i ragazzi che hanno appena concluso gli esami di maturità sono ormai palesi e pertanto inaccettabili».

La protesta A sollevare la questione è stata un’insegnante ternana, Laura Crovari, che si è rivolta direttamente al ministro – segnalando, con numeri, percentuali ed esempi concreti, quale sarebbe stato l’effetto perverso della norma – e la cui ‘lettera aperta’ ha scatenato un putiferio: «In base alla nuova versione del bonus – spiega Crovari, che insegna al liceo classico ‘Tacito’ – andrà a finire che, al massimo, uno studente su cinque, in una classe, potrà aspirare al bonus».

L’attacco Rossi, che aveva sollecitato il ministro Carrozza «già dal mese di giugno» ed aveva poi «presentato un’interrogazione in commissione», stigmatizza il fatto che «il ministro voglia approntare delle correzioni al sistema dei percentili, ma solo a partire dal prossimo settembre, attraverso l’istituzione di una commissione ad hoc. Cioè fuori tempo massimo». L’iniziativa del ministro era stata annunciata dopo che anche Sel aveva sollevato il problema, ma questo, secondo Rossi, «non è sufficiente, e se non sarà sospesa l’applicazione del calcolo dei percentili non sarà possibile evitare tutte queste disparità, senza contare i probabili numerosissimi ricorsi».

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