Multe da capogiro con annessa protesta pubblica. A poco più di due settimane dal sit-in, Palazzo Spada puntualizza: « Ci muoviamo nella stretta osservanza delle norme e dei percorsi previsti, i residenti possono presentare ricorso al Prefetto o al giudice di pace. Starà a questi poi valutare la sussistenza di eventuali cause di esclusione della responsabilità e l’adozione di conseguenti atti. Tra il Comune e la Prefettura – chiarisce l’assessore Emilio Giacchetti respingendo quanto riportato da alcuni organi d’informazione – non c’è nessun accordo».
Ansia da pagamenti Come già anticipato nei giorni scorsi, un modo per fugare l’incubo delle multe attraverso la presentazione di un ricorso, potrebbe scaturire da un’attenta lettura del Codice stradale, che agli occhi degli scrupolosi contiene una contraddizione: se da una parte, infatti, vieta all’interno delle aree pedonali urbane la circolazione dei veicoli (fatti salvi quelli di soccorso) dall’altra ammette l’istituzione di parcheggi.
Residenti Per le multe a Corso Vecchio – è stato reso noto dall’ente di piazza Ridolfi – stanno arrivando i primi ricorsi e l’amministrazione comunale rifà il punto della situazione, escludendo, comunque, come già anticipato dall’assessore alla mobilità negli incontri con i cittadini, qualunque ipotesi di sanatoria, intesa come archiviazione o annullamento generalizzato dei verbali redatti e notificati per circolazione abusiva nell’area pedonale.
Emilio Giacchetti «C’è chi continua, con pochissima attinenza al quadro legislativo, a parlare di necessità di sanatorie diffuse e generalizzate. Partendo da questo presupposto, e dal dato di fatto che non esiste alcun accordo tra Comune e Prefettura per l’annullamento delle sanzioni elevate, l’amministrazione comunale – scrive Giacchetti – ribadisce che i destinatari dei verbali possono ricorrere al Prefetto (direttamente o tramite il comando di polizia municipale ) o, alternativamente, al giudice di pace, nei termini perentori indicati negli stessi atti, evidenziando ed argomentando le motivazioni che avrebbero secondo loro giustificato la circolazione nell’area pedonale».
Mobilità «Il riferimento – chiarisce l’assessore – è esclusivamente rivolto ai titolari di permesso rilasciato dall’ente, (del tipo Residente, senza garage o posto macchina privato a Corso Vecchio) che, al di fuori delle fasce orarie (8-11 o 15-16) hanno circolato nell’area pedonale per raggiungere i parcheggi loro riservati (quelli ubicati a Largo Manni), così come previsto dal vigente regolamento comunale, non avendo alcuna indicazione sul tragitto da percorrere. Questo – ammette lo stesso Giacchetti -può ingenerare nel residente la convinzione di essere nel giusto, cioè di compiere un’azione lecita con conseguente esclusione della responsabilità, sarà poi comunque eventualmente il prefetto a valutare».
I senza speranza L’Amministrazione comunale al di fuori delle situazioni prospettate per i residenti, a meno che non vengano evidenziate ed argomentate altre cause di giustificazione escludenti la responsabilità per il fatto illecito (adempimento di un dovere, stato di necessità, ecc.), consiglia di non proporre ricorso, per il suo naturale esito di soccombenza e aumento della sanzione amministrativa pecuniaria che dovrà essere irrogata alla Prefettura (ad, esempio, titolari dei veicoli per il carico scarico merce, che circolano al di fuori delle fasce orarie consentite per tale specifica attività).
