La galleria Tescino

di Marco Torricelli

La ‘galleria dei veleni’ Tescino e pure la discarica che ci sta sopra sono state di nuovo al centro di un vertice al ministero dell’Ambiente. Risultato? Le paure sono giustificate.

La galleria Intanto è confermato che la valutazione di impatto ambientale (Via) sul tunnel è stata fatta dal ministero – anche se non tutti gli uffici sembra ne fossero al corrente – e che la galleria dovrà essere oggetto di un pesante intervento per renderla davvero impermeabile: «Lavori che dovrà far effettuare l’Anas e per i quali non è facile ipotizzare tempi e modi», spiega il direttore provinciale dell’Arpa, Adriano Rossi.

Le ‘grondaie’ Nell’attesa si interverrà, molto probabilmente, incrementando il sistema delle grondaie all’interno della galleria, visto che quelle montate hanno risolto solo parzialmente il problema e che dentro quel tunnel i liquidi continuano a cadere.

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La Tk-Ast Altra conferma è quella relativa al fatto che la Tk-Ast vorrebbe smaltire il percolato della galleria nell’impianto interno Dorr-Oliver, anziché fuori. Ma l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) avrebbe già sollevato alcune, pesanti, perplessità. «Mentre da parte nostra – dice ancora Rossi – riteniamo necessari degli opportuni trattamenti dei liquidi, prima dello smaltimento in quell’impianto».

Le analisi Perché gli esami ai quali sono stati sottoposti, quei liquidi, «hanno dato risultati molto variabili, nel tempo, ma anche in base al luogo esatto nel quale sono stati prelevati», mostrando concentrazioni diverse «di cromo, manganese, alluminio, nitriti e anche arsenico». E che sarebbero tra cause che, accusa Alessandro Ridolfi, il tecnico che ha raccontato la sua storia ad Umbria24, all’origine della sua grave malattia.

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Asl e Iss Tanto che l’Asl e l’Istituto superiore di sanità dovranno dare anche un proprio parere sull’eventuale rischio sanitario: «Anche se a nostro avviso – dice Sandro Fratini, il direttore generale dell’Asl2 – tale rischio sarebbe, ammesso che esista, sarebbe scongiurato semplicemente con il giusto e definitivo isolamento della galleria». Resterebbe, però, il problema della discarica, dalla quale quei liquidi filtrano.

La discarica Su quella montagna di scorie e rifiuti, infatti, ci sono altre questioni mica da ridere: la prima è quella relativa alla sua messa in sicurezza permanente, di cui si dovrebbe occupare la Tk-Ast e che ha commissionato uno studio – sulla circolazione delle falde – al professor Pietro Bruno Celico, esperto in geofisica e geotecnica; la seconda è quella che riguarda il suo futuro utilizzo.

Il ‘sormonto’ Già, perché il lotto della discarica che Tk-Ast sta attualmente utilizzando – il termine tecnico è ‘coltivare’ – arriverà a saturazione antro il 2014 e si dovrà stabilire se sarà possibile un ‘sormonto’, cioè se si potrà mettere altra roba sopra a quella già presente. Per farlo si dovranno isolare i materiali, bloccare le eventuali trafilazioni e scavare delle trincee laterali. Oltre che stabilire – uno studio è stato commissionato al professor Pietro Manassero, del dipartimento di ingegneria strutturale, edile e geotecnica del politecnico di Torino – come fare praticamente per evitare il rischio di crolli.

Stufara Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista-Fds, Damiano Stufara, con una interrogazione a risposta immediata, ha intanto chiesto alla giunta di comunicare «l’esito del monitoraggio per la ricerca delle diossine negli alimenti di origine animale nel sito di interesse nazionale (Sin) di Terni e Papigno, nell’area dell’incendio di Vascigliano di Stroncone (che si verificò nel 2009; ndr) e le eventuali valutazioni sulle azioni di tutela sanitaria ed ambientale per tali aree».

I monitoraggi Stufara ricorda che per il sito Terni-Papigno «ai fini dell’attività di campionamento, fissata dal 1° gennaio al 30 settembre 2013, è stato previsto il prelevamento di 3 unità campione da 500 ml di latte per ogni campione di matrice latte ovino e di una unità campionaria di 30 uova per ogni campione di matrice uova di gallina, con il conferimento finale di tutti i campioni all’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche». Il programma di monitoraggio «dovrebbe essersi già concluso, ma non sono ancora disponibili i suoi risultati».

Il rogo Nell’area interessata dall’incendio del 2009, ricorda ancora Srufara, «si rilevò che su 85 campioni esaminati, il 43 per cento di quelli di origine animale non erano conformi, come pure il 50 di quelli di origine vegetale. E sempre su Vascigliano – aggiunge – nel febbraio e marzo 2010, è stata disposta la seconda fase del piano di monitoraggio, con l’estensione dell’area di indagine ad 8 chilometri dalla sorgente di emissione. E ad oggi non sono noti gli esiti”.

Nevi Sulle questioni ambientali interviene anche il capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Neve: «Il seconda commissione – fa sapere – si è deciso, anche su mia proposta, di iniziare un lavoro di approfondimento della situazione ambientale a Terni anche alla luce della lettera del presidente Brega che poi è stata ritirata, ma solo a mezzo stampa. Ho ribadito in Commissione quello che avevo già detto in occasione del piano sulla qualità dell’aria, cioè che ritengo non più rinviabile che la Regione – in modo serio e lontano dalle logiche propagandistiche – approfondisca questa situazione attraverso un percorso di ascolto di tutti i soggetti coinvolti evitando di dare l’impressione, come talvolta succede a Terni, che vi sia qualcosa da nascondere».

Le verifiche Sull’ambiente, «e quindi sulla salute dei cittadini – dice Nevi – nessuno può essere spinto da interessi diversi. Solo chi non vive a Terni può fare questo tipo di ragionamento. Il percorso, che si attiverà non può che prevedere un ulteriore focus sui dati disponibili e soprattutto un serio approfondimento sulle azioni da mettere in campo per fare a Terni un grande piano d’azione che intervenga non solo su alcuni aspetti ma a 360° anche andando a vedere best practices, già adottate in altri paesi d’Europa e del mondo».

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