di M. To.
Si sperava in San Valentino – cioè, non nel santo buonanima, ma nella ricorrenza. E invece salterà pure quella. Per rivedere la fontana di piazza Tacito tutta tempestata di mosaici, forse bisognerà aspettare la primavera. Inoltrata.
La burocrazia La storia è nota: la fontana di piazza Tacito era ridotta male. Malissimo. Il pennone si era spezzato, l’impianto idraulico era in condizioni di grave degrado e i mosaici ideati da Corrado Cagli erano ridotti da par pena. Il progetto di restauro aveva preso il via il 16 luglio dello scorso anno, ma subito era emerso il problema relativo ai mosaici.
ECCO COME SONO RIDOTTI I MOSAICI: LE FOTO
I mosaici da rifare Mesi e mesi di discussioni – tra chi propendeva per il restauro e tra chi, invece, era per la soluzione più drastica: via tutto e rifacciamoli da capo – e poi, alla fine, si è arrivati a stabilire che, sì, bisognava rifare tutto. Togliendo quello che restava dei mosaici e portandolo a palazzo Primavera e metterli in mostra.
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Le pratiche Adesso però sorge un altro problema: per affidare i lavori di smontaggio, di rifacimento del massetto e poi dei mosaici, si è arrivati alla determinazione che fosse necessario costituire una sorta di ‘partecipata a tre’ tra il Comune di Terni, la Soprintendenza ai beni artistici e la fondazione Carit, che sgancia circa 615 mila euro. I documenti da preparare erano finalizzati a permettere al Comune di bandire la gara e avviare i lavori.
Soprintendenza in ritardo Comune e fondazione Carit hanno preparato tutto e lo hanno mandato alla Soprintendenza. Ma il dossier sarebbe ancora lì, fermo da qualche parte. E se quello non torna indietro, resta tutto così com’è: con la fontana nascosta dietro un affare pieno di pannelli pubblicitari.
I lavori fatti Il nuovo ‘pennone’ in acciaio inox ultra-resistente, alto 29 metri, dallo scorso 11 agosto è tornato a svettare al centro del monumento. L’impianto idraulico è stato rifatto, con la creazione di due circuiti distinti per le acque – quelle del catino e del mosaico – con l’installazione di un sistema di microfiltrazione in grado di garantire il minor impatto possibile sulle superfici musive. A governare il tutto ci sarà un sistema di telecontrollo attivo 24 ore su 24, analogo a quello utilizzato per la gestione dell’acquedotto.
La ‘quarta vita’ Perché inizi quella che il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, ha definito la ‘quarta vita’ della fontana – costruita negli anni ’30 del secolo scorso su progetto dell’architetto Mario Ridolfi, ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi restaurata a metà degli anni ’90 – ci vorrà insomma ancora un bel po’ di tempo. Visto che tra il bando di gara – quando potrà essere fatto – e l’assegnazione dei lavori passerà qualche mese e che, poi, rifare i mosaici non è una cosetta da poco. La fontana, alla fine, verrà buona per rinfrescare la piazza la prossima estate.
