mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 02:57

Terni, fontana dello Zodiaco: da luglio cantiere aperto anche per le visite

Ultima fase lavori per restauro da 2 milioni di euro con accesso underground, musealizzazione mosaico da stabilire

 

di Mar. Ros.

«Lo scoglio più difficile da superare è stato quello del reperimento fondi. Trovare sponsor disponibili in un momento non certo brillante per l’economia non è stato semplice ma ce l’abbiamo fatta». Tira un sospiro di sollievo ed esulta l’assessore ai Lavori pubblici Enrico Melasecche per una situazione definitivamente sbloccata, quella della Fontana dello zodiaco di piazza Tacito. In una lunga conferenza stampa giovedì mattina è tornato a scandire i tempi: a luglio l’apertura del cantiere, nell’estate del 2020 la definitiva restituzione del monumento alla città di Terni.

Fontana di piazza Tacito «Percepita come simbolo della decadenza della città negli ultimi anni ma anche un bene verso il quale i cittadini nutrono particolare affetto, la Fontana di piazza Tacito – afferma il sindaco Latini ricordando la campagna elettorale di un anno fa – è allo stesso modo il simbolo di come la giunta intende operare, ovvero con serietà e concretezza nonostante le difficoltà. Grazie a Melasecche e a tutti i dipendenti comunali, più in generale a tutti coloro che ci stanno mettendo la faccia operando in sinergia con le forze vive di Terni che hanno a cuore la città e questo bene in particolare». Principale sostenitore del restauro, la Fondazione Carit: «Importante dal punto di vista storico, culturale, simbolico, ha per me anche un valore affettivo – dichiara il presidente Luigi Carlini – e per questo l’impegno della Fondazione è serio: partita con 250 mila euro di finanziamento, oggi vanta per il restauro complessivo dell’opera uno stanziamento di 830 mila euro. Il completamento dei lavori siamo sicuri contribuisca all’avvio di un periodo di rilancio intanto di immagine della nostra città».

Gli sponsor Il finanziamento della Carit è lievitato assieme alla stima dei costi, a fronte delle spese sostenute per disposizioni imposte dalla soprintendenza. «Nel 2013 – ricorda Melasecche – si parlava di appena 615 mila euro, ma tra pennone, impianti nuovi, rifacimento mosaici con tanto di prove e migliorie per una fruizione turistica del bene a 30 gradi si tocca quota 2 milioni». Hanno contribuito Ast, Asm, Sii, Tapojarvi, Giunio Marcangeli, Pac 2000a Conad,Casse di Risparmio dell’Umbria e tutti coloro che hanno scelto di utilizzare i tabelloni posizionati intorno al cantiere di piazza Tacito. Tra le novità, il museo underground: «Là sotto c’è un mondo da scoprire e dei pannelli informativi possono raccontare la storia di un monumento al quale siamo tutti affezionati».

Lame d’acciaio per il distacco dei mosaici «Quello della fontana di Terni – ha detto la direttrice della Soprintendenza dell’Umbria, Marica Mercalli – è un restauro complesso che ha comportato un progetto dal punto di vista archittetonico e decorativo. Con il Comune di Terni abbiamo condiviso una linea che è quella della rivalutazione della modernità di Terni, come suo segno distintivo. All’interno della vasca dal 1930 si decise di installare un tappeto musivo e il lavoro fu affidato all’allora giovane architetto Cagli. Un secondo intervento post bellico, fu affidato ancora a Cagli che abbandonò le tessere a pastra vitrea e inserì tessere lapidee. Anche queste però a lungo andare a contatto con l’acqua hanno subito un deterioramento. Nel ’95 vi fu un ulteriore intervento di restauro rivelatosi efficace solo per un breve periodo. Venendo alla storia recente, col coinvolgimento dell’Istituto superiore di restauro di Roma e la Venaria reale di Torino, si è arrivati a disporre il distacco e il restauro istituendo una cabina di regia dedicata e la prova di stacco ha dato esito positivo». Per eliminare le vecchie tessere si entrerà con lame d’acciaio tra due strati preparatori sotto il tappeto musivo. Queste verranno poi restaurare ma resta da capire dove e come avverrà la musealizzazione; per ora è prevista la conservazione in magazzino al Caos.

Cantiere aperto anche per le visite «L’intervento che sarà eseguito nella fontana dello Zodiaco, con il distacco dei vecchi mosaici e la posa in opera dei nuovi – hanno spiegato Carla Tomasi e Paolo Pastorello – sarà illustrato alla città con diversi strumenti: pannelli, visite guidate al cantiere almeno una volta al mese.  La strumentazione che utilizzeremo sarà la stessa del restauro dell’arena di Verona. Presto promuoveremo anche un concorso aperto alle scuole, con l’obiettivo di far riavvicinare i ternani a una parte importante della loro storia che la fontana rappresenta in maniera unica». Melasecche: «Ricorda pezzi di vita nostra, io ho avuto per anni dal palazzo della banca d’Italia una vista privilegiata sul monumento e oggi con soddisfazione annuncio l’avvio finalmente della fase conclusiva dei lavori che torneranno a farla splendere. Per questo ringrazio il responsabile del procedimento Federico Nannurelli e i il suo staff, i progettisti esterni Di Fabrizio e Ansuini, e tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo.

 

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