Il presidente Mario Fornaci

di Marco Torricelli

Ci sono manager che ucciderebbero, pur di poter presentare un bilancio simile. A quelli della fondazione Carit non è servito. A loro è bastato essere bravi. E tanto, forse troppo, prudenti. Tanto che quello relativo al 2013 e approvato mercoledì, parla di un ‘avanzo di esercizio’ pari a quasi 8 milioni e 200mila euro.

Il bilancio Il totale delle somme in gioco, nel bilancio della fondazione Carit, è di oltre 210 milioni di euro, mentre il patrimonio netto risulta essere in linea con quanto annunciato alla fine dell’anno scorso: oltre 189 milioni e mezzo. L’avanzo di esercizio, rispetto al 2012, è aumentato di oltre un milione di euro.

Le voci Il dato più consistente, nel bilancio presentato all’assemblea, è quello relativo alle ‘immobilizzazioni finanziarie’: quasi 132 milioni; 112 e mezzo dei quali risultano impiegati per l’acquisto di titoli; 9,7 in ‘partecipazioni’ – Cassa depositi e prestiti e fondazione Sud – e 9,5 in partecipazioni azionarie (in ‘portafoglio’, tra gli altri, ci sono pure Campari e Autogrill, per quasi 700mila euro). Poi ci sono altri 17 milioni di ‘strumenti finanziari non immobilizzati’, come titoli di stato e strumenti di investimento collettivo. Tutta roba che, nel 2013, ha reso oltre tre milioni e 250mila euro di interessi.

La polemica Proprio sul tema delle ‘immobilizzazioni’ c’era stata, nei mesi scorsi, una presa di posizione della Cgil, il cui segretario, Attilio Romanelli, aveva lanciato la proposta di utilizzare almeno una parte di quei soldi per creare «un ‘fondo rotativo’, insieme a Sviluppumbria e Gepafin, per dare ossigeno a piccole e medie imprese» e che aveva raccolto adesioni importanti, dal sindaco Di Girolamo ad alcune associazioni di categoria; ma la replica del presidente Mario Fornaci era stata secca: «Il nostro regolamento non consente attività di investimento che prevedono scopi lucrativi».

Disponibilità e beni Altra voce interessante, nel bilancio della fondazione Carit è quella relativa alle ‘disponibilità liquide’, cioè i soldi che sono presenti su una serie di conti correnti aperti in vari istituti di credito: la somma totale è superiore ai 50 milioni di euro. Mentre tra beni immobiliari, strumentali e opere d’arte, il patrimonio a bilancio è valutato oltre 9 milioni di euro.

La ‘mission’ Insomma, la fondazione Carit scoppia di salute, tanto che ha deciso di aumentare di quasi un milione la somma che metterà a disposizione delle attività che ogni anno vengono finanziate in quella che è la ‘missione istituzionale’. Per i quattro ‘settori rilevanti’ e per quello ‘ammesso’, si passa dai 3 milioni e 100mila euro previsti, a 4 milioni e 69mila. Ma qui emerge un primo interrogativo. E, pare, anche qualche motivo di attrito interno.

I fondi Se per la ‘ricerca scientifica e tecnologica’, la fondazione metterà a disposizione i 434mila euro previsti, infatti, tutte le altre iniziative potranno contare su una dotazione di fondi superiore a quanto promesso: per ‘arte, attività e beni culturali’ saranno disponibili 800mila euro, invece dei 744mila previsti e lo stesso sarà per ‘educazione, formazione e istruzione’; incremento maggiore per ‘volontariato, filantropia e beneficenza’ per i quali i 744mila euro previsti diventeranno 843mila. Incremento, ma molto più limitato invece, per lo ‘sviluppo locale’, al quale saranno riservati 350mila euro, invece dei 341mila previsti.

Il ‘botto’ Il settore che, però, è destinato a ricevere un’erogazione di fondi di ben nove volte superiore a quanto preventivato è quello della ‘salute pubblica e medicina’: si passerà, infatti, dai 93mila euro previsti – la dotazione era stata ridotta, viste le difficoltà legate alla Pet-Tac, poi inaugurata lunedì scorso – a qualcosa come 842mila euro. Un sacco di soldi. Che però, se le indiscrezioni risultassero attendibili, verrebbero spesi – almeno per una parte molto consistente – per acquistare nuovi letti da destinare all’ospedale. E su questo ci sarebbe stato più di un mugugno.

Pareri discordi Ai letti per l’ospedale – avrebbero fatto notare alcuni soci, anche autorevoli a quanto è dato sapere – dovrebbe pensarci qualcun altro, «mentre la fondazione Carit – è stato, più o meno, fatto notare – dovrebbe adoperarsi, ovviamente in accordo con lo stesso ospedale e, magari, l’università, per mettere a disposizione strumenti tecnologicamente avanzati (come avvenuto, ad esempio, per il milione e mezzo donato per acquistare la Pet-Tac; ndr) ed in grado di assicurare, oltre a prestazioni sanitarie all’avanguardia, strumenti di ricerca utili per la crescita complessiva del polo sanitario e scientifico-didattico».

Il ‘fondo di stabilizzazione’ Altro motivo di dibattito interno è stata la decisione di aggiungere un altro milione – portando il totale a quasi 6 milioni e 400mila euro – al ‘fondo di stabilizzazione delle erogazioni’ che, secondo la definizione che ne dà l’associazione delle fondazioni bancarie (Acri), rappresenta un «cuscinetto finanziario utilizzato nei periodi di basso reddito e ricostituito in quelli di avanzo più consistente». In pratica tutti quei soldi stanno lì, immobilizzati, così da poter essere utilizzati per la ‘missione istituzionale’ nel caso in cui, in futuro, i bilanci dovessero essere meno floridi.

La questione Ma se con i chiari di luna attuali si è riusciti ad ottenere oltre un milione di utili in più rispetto all’anno precedente, è stato fatto notare, forse si sarebbe potuto essere più propositivi e, invece di incrementare un ‘fondo di stabilizzazione’ già importante, si poteva pensare di utilizzare quei soldi – magari insieme a quelli destinati ai letti – proprio ad una di quelle iniziative ad alto valore aggiunto di cui la città ha certamente bisogno. Oppure destinare una quota superiore – anche se il settore di intervento non è tra quelli ‘rilevanti’, ma solo ‘ammesso’ – a quello sviluppo locale che resta la Cenerentola dei destinatari dei fondi.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.