di Marco Torricelli

Femminicidio. Il problema, secondo il capogruppo in consiglio provinciale di Scelta civica, Massimo d’Antonio, «va visto da un’angolatura diversa, più europea e più moderna». E propone la creazione di un centro di ascolto anti violenza per uomini maltrattanti.

La situazione «L’uomo che compie violenza su una donna non lo fa per malattia – dice d’Antonio – ma per scelta consapevole, non avendo gli strumenti per capire le conseguenze dei suoi gesti consapevoli». Esperienze europee di ascolto, prosegue, «dimostrano che quando si ha a che fare con uomini che hanno compiuto delle violenze ci si accorga di quanto uno spazio di ascolto possa, in certi casi almeno, essere per loro sufficiente a interrompere quello che tecnicamente viene chiamato ‘agito violento’ e si osserva come molti uomini si impegnino, riuscendo a trovare delle modalità comunicative più funzionali che non implichino l’uso della forza».

Il progetto Il centro di ascolto anti violenza per uomini «sarebbe una struttura all’avanguardia – spiega d’Antonio – sul modello del Cam di Firenze e collocherebbe questo territorio all’avanguardia in Italia e in linea con quanto già su queste tematiche avviene in Europa. Il progetto individuerebbe la Provincia come ente promotore, attivando le procedure per la creazione del centro d’intesa con la Asl2 e quei soggetti del terzo settore che si occupano di prevenzione e disagio mentale».

I processi Poi, d’Antonio si avventura su un percorso sdrucciolevole: «Nel decreto legge in discussione in parlamento viene data corsia preferenziale ai processi per femminicidio: non si nasconde una certa perplessità in proposito. Una morte è una morte: non si può pensare che ci sia un ammazzato di serie A e un ammazzato di serie B. Molte donne sono state uccise per il solo fatto di essere donne e questo va riconosciuto senza esitazione, ma è indice di una società non egalitaria e sofferente, dare una corsia preferenziale a determinate tipologie di reato. Proprio in virtù del principio di parità per cui lottiamo ogni giorno».

Violenza di genere L’esponente di Scelta civica, poi, ‘cala l’asso’: «Quando si parla di ‘violenza di genere’ si ritiene fondamentale non occuparsi esclusivamente della violenza degli uomini sulle donne, ma aprire uno spazio di riflessione e di studio anche sulla violenza delle donne sugli uomini». Secondo l’esponente di Scelta civiva «molti minimizzano il fenomeno o lo ritengono molto meno diffuso rispetto alla violenza maschile. Tuttavia proprio per poterlo affermare con certezza, sono necessari studi che permettano di fornire dati il più corretti e scientifici possibili. Su argomenti così rilevanti non si può discutere di opinioni e impressioni per quanto marcate e fondate queste possano essere. Si deve partire dalla realtà oggettiva e non soggettiva. Per questo, istituire un osservatorio nazionale in grado di analizzare scientificamente il fenomeno sarebbe dovuto essere un punto al centro del decreto legge contro la violenza di genere».

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