di Mar.Ros.
Delle questioni ambientali, i 5 stelle hanno sempre fatto una bandiera e visti i risultati dei recenti studi condotti da Arpa Umbria sulle falde acquifere della Conca, lunedì pomeriggio in consiglio comunale il gruppo capitanato da Angelica Trenta ha lanciato l’allarme e richiesto con urgenza l’intervento dell’amministrazione comunale: «Il sindaco emetta un’ordinanza di limitazione dell’uso delle acque contaminate per usi irrigui e divieto realizzazione di nuovi pozzi privati».
Tetracloroetilene Le indagini dell’agenzia regionale per l’ambiente, così come esposto da Giancarlo Marchetti il giorno della conferenza stampa a palazzo Bazzani, hanno restituito un quadro generale delle acque sotterranee nel ternano che conta 9 chilometri quadrati di superficie contaminata da organoalogenati, nella quale i livelli di tetracloroetilene rilevati, superano la soglia di contaminazione. «In una piccola area – aveva dichiarato il direttore tecnico di Arpa – il quantitativo di questa sostanza inquinante supera anche il limite di potabilità delle acque. Le zone – aveva specificato lo stesso Marchetti – sono tutte servite da acquedotti potabili, l’importante è evitare il consumo di queste risorse idriche per usi domestici».
VIDEO: LE DICHIARAZIONI DI MARCHETTI SUGLI STUDI ARPA
M5s A giudicare dai toni dei tecnici, in conferenza stampa, dunque, una situazione non esattamente drammatica, seppur da tenere costantemente sotto controllo perché in continua evoluzione. A detta dei pentastellati, però, la questione non va sottovalutata perché di fatto le risorse idriche del sottosuolo, e quindi l’acqua dei pozzi, vengono utilizzate per irrigare gli orti, contaminando dunque i beni alimentari coltivati nelle zone ‘Fontana di Polo’ e ‘Polymer- Le Campore’. Il consigliere Thomas De Luca, a nome dell’intero Movimento, ha presentato un atto d’indirizzo col quale impegna il sindaco a riferire in merito alla contaminazione e a emettere un’ordinanza immediata di di limitazione dell’uso delle acque contaminate per usi irrigui e divieto realizzazione di nuovi pozzi privati, in tutte le aree della città risultate contaminate.
VIDEO: DE LUCA SULL’ATTO PRESENTATO DAL M5S
Consiglio comunale Lo stesso scenario si è presentato in altre zone dell’Umbria e la risposta delle amministrazioni coinvolte è stata tempestiva: la contaminazione da organoalogenati delle falde ha riguardato anche Spoleto e Foligno, dove si sono registrate le ordinanze che chiede De Luca. L’atto dei 5 stelle, seppur inserito all’ordine del giorno della seduta di inizio settimana, è stato rinviato, come proposto dal capogruppo del Pd Cavicchioli, al consiglio del prossimo giovedì, che sarà in larga parte dedicato al caldissimo tema delle partecipate del Comune. «La maggioranza – è stato spiegato da Cavicchioli -, in questi due giorni avrà così modo di approfondire la questione ed eventualmente prendere i dovuti provvedimenti». Secondo quanto emerso dalle parole dello stesso esponente, il Comune avrebbe appreso dei risultati Arpa solo attraverso le notizie di stampa. Mancherebbero dunque comunicazioni ufficiali da parte dell’agenzia regionale per l’ambiente.
La replica di Giacchetti Nel tardo pomeriggio di martedì è arrivata la replica dell’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti: «Per i pozzi a uso domestico, le cui acque presentavano concentrazioni di tetracloroetilene superiori al limite di potabilità, l’Usl ha proceduto a comunicare ai proprietari tale superamento e a vietare l’uso delle acque ai fini irrigui, fino a nuova determinazione analitica della concentrazione del contaminate individuato. Sull’inquinamento idrico non occorre mischiare le acque. Le forze politiche che lo fanno si assumano una responsabilità grave, quella di mettere in relazione situazioni che sono completamente diverse. Partiamo da un dato di fatto: i pozzi utilizzati per l’acquedotto cittadino sono tutti perfettamente a norma, anzi con livelli qualitativi di acqua, superiori alla media, come è stato in più occasioni evidenziato. Nei pozzi privati, utilizzati ad uso domestico per innaffiare orti e giardini, che rientrano nella rete di monitoraggio sono emersi invece presenze di tetracloroetilene, in una situazione comunque sotto controllo, che viene affrontata con misure specifiche. Assolutamente fuori luogo quindi parlare di amministrazione pubblica non trasparente o inerte».
Analisi Arpa e Provincia E poi: «Arpa e Provincia, nell’ambito di un accordo di programma voluto e sostenuto anche dal Comune di Terni – prosegue l’assessore – hanno indagato 24 km quadrati e 127 opere di captazione (pozzi perlopiù domestici, ndr), di cui 8 facevano già parte della rete regionale di monitoraggio. I risultati dopo due anni di campionamenti e analisi: circa il 75% dei punti monitorati hanno mostrato la presenza di inquinamento da tetracloroetilene, il 50 % con concentrazioni superiori alle soglia di contaminazione previste dal decreto legislativo 152 del 2006 (1 microgrammo per litro), valore inferiore a quello limite previsto dal decreto legislativo31 del 2001 per le acque destinate al consumo umano (10 microgrammi per litro). Il superamento dei limiti previsti per il consumo umano è stato rilevato in soli 3 pozzi: in loc. le Campore del comune di Narni e nei pozzi ad uso idropotabile del campo pozzi Fontana di Polo, già appartenenti alla rete regionale di monitoraggio e le cui acque vengono trattate con impianto di potabilizzazione. Per i pozzi ad uso domestico, le cui acque presentavano concentrazioni di tetracloroetilene superiori al limite di potabilità, l’Usl ha proceduto a comunicare ai proprietari tale superamento e a vietare l’uso delle acque ai fini irrigui, fino a nuova determinazione analitica della concentrazione del contaminate individuato.
Contromisure Infine: «L’insieme dei dati ad oggi ottenuti e che scaturiranno dal monitoraggio, serviranno al Comune per stabilire, di concerto con Arpa, la necessità di attuare misure di prevenzione riguardanti i punti di captazione, non escludendo la possibilità di emanare atti nei confronti dei proprietari dei pozzi che li obblighino ad effettuare un autocontrollo periodico delle acque. Siamo, dunque, pronti ad assumere tutti i provvedimenti amministrativi la cui necessità dovesse emergere, sempre però in un ambito di rispetto della salute pubblica, della normativa regionale e nazionale e nei diritti dei singoli cittadini».
