L'ex mercato coperto

di Francesca Mancosu

Che fare dell’ex mercato coperto? A rispondere a questa domanda, non ultimo in tempi di campagna elettorale, hanno provato in molti, in attesa che Superconti – come da sentenza del Tar dell’Umbria – rispetti gli accordi con il Comune di Terni e lo acquisti formalmente, per quasi 7 milioni e mezzo di euro. L’ultima proposta in questi senso viene da Green Tales, neonata start up creativa di Terni che ha presentato lunedì mattina al Circolo del drago Re-market, il suo progetto di riuso temporaneo della struttura come spazio espositivo, sede di eventi e mostre di artigianato.

Contro il degrado Il primo obiettivo, come precisa Alessandro Capati, l’architetto che ha illustrato l’idea «è far rivivere l’ex mercato e con esso tutto il quartiere che lo circonda, da anni nel degrado, con una soluzione attuabile in tempi brevi e a costi contenuti, finanziabile attraverso il crowdfunding, il contributo dei commercianti interessati magari ad affittarlo per brevi periodi, o sponsorizzazioni, e la partecipazioni di artisti ed associazioni». Attuando una serie di azioni fondamentali, come la pulizia e ripristino dell’agibilità compromessa, con la risistemazione dei box e l’allestimento di arredo urbano.

GUARDA IL VIDEO: IL PROGETTO RE-MARKET

Vetrina nel centro della città Seguendo l’esempio di edifici analoghi riconvertiti in diverse città europee, come il BaseBmetriquadricreativi di Milano, il Mob3 di Berlino o la Fox house di Vienna, prosegue ancora Capati «si potrebbe offrire una nuova vetrina – commerciale e non solo – proprio al centro della città: ad esempio al mercatino dell’antiquariato attualmente ospitato in viale della Rinascita, o ad altre iniziative simili. Lo spazio, sarebbe poi un luogo di incontro e di sperimentazione, offrendo una sala centrale ad utilizzo pubblico, con funzioni che si possono alternare temporaneamente o convivere, dalle attività ricreative alle esposizioni, ai concerti, e magari un centro culturale per i giovani, dove potrebbero trovar spazio lo skating, il parkour e arti dello spettacolo».

Il progetto non prevede interventi né di manipolazione né di demolizione del manufatto concepito dall’architetto Sandro Giani, previsto dal piano regolatore del 1937, in sostituzione del mercato di piazza Solferino, ormai divenuto inadatto ai bisogni della città. «Vorremmo valorizzarne le linee dell’edificio – prosegue l’architetto di Green Tales – attraverso opere d’arte e installazioni, dalla vocazione street e urban, e tramite l’installazione di pannelli in tecnologia led che consentano di animarne le facciate attraverso il disegno di forme e colori, in maniera anche interattiva rispetto all’utenza. Progetti simili sono stati realizzati per eventi e festival, per la pubblicizzazione di marchi, e anche da amministrazioni pubbliche come riqualificazione di spazi e sostegno alla cultura digitale come interfaccia tra arte, scienza, tecnologia e società. Vorremmo infine mantenere l’accessibilità su tutti i lati dell’edificio originario, e renderlo fruibile ad orari predefiniti».

Quale riscontro dalla proprietà? Di fronte a tanta intraprendenza, viene spontaneo chiedersi cosa ne pensino gli attuali proprietari – almeno fino alla sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe mettere la parola ‘fine’ su questa vicenda. «Ci hanno detto che la ritengono molto interessante, ma non si sono sbilanciati – dicono ancora da Green Tales – mentre ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i vari candidati in lizza per le prossime elezioni amministrative. Comunque vada, speriamo che la struttura non resti inutilizzata, e che in attesa della dsua destinazione definitiva torni a vivere, almeno per qualche anno».

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