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sabato 27 novembre - Aggiornato alle 00:02

Terni, ex Gruber: progetto da 15 milioni fuori dall’elenco del Ministero. Ok a quelli di Perugia e Regione

Il ministro Giovannini firma il decreto che destina le risorse del PinQua a 159 interventi: Terni si era classificata 171esima. Entro il marzo 2026 dovranno essere tutti realizzati

La ex Gruber di Terni

di Daniele Bovi

Non c’è più il progetto per il recupero dell’ex lanificio Gruber di Terni tra quelli per i quali sono stati assegnati 2,8 miliardi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Giovedì infatti il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha firmato il decreto di assegnazione delle risorse, che vanno a 159 progetti relativi al PinQua, il «Progetto nazionale per la qualità dell’abitare». A fine luglio il Ministero aveva approvato una prima graduatoria che ne conteneva 271, selezionati dall’Alta commissione istituita presso il dicastero guidato da Giovannini, per risorse complessive pari a 3,2 miliardi di euro.

TERNI E IL PROGETTO DEL GRUBER SOCIAL HOUSING

LA GRADUATORIA DI LUGLIO

Il social housing La cifra è ora scesa a 2,82 miliardi di euro, destinati a «ridurre – spiega il Ministero – il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie». A luglio la cifra destinata complessivamente all’Umbria era pari a 74 milioni, ai quali ora all’appello mancano i 15 per realizzare il «Gruber social housing». Il progetto del Comune si era classificato al 171esimo posto, mentre i quattro presentati da Perugia e dalla Regione avevano ottenuto un punteggio più alto.

LA RIQUALIFICAZIONE DEI PALAZZONI ABBANDONATI DI PERUGIA

I PROGETTI PER L’AREA CENTRALE DI PONTE SAN GIOVANNI

Gli altri progetti «Vivere l’Umbria», con cui la Regione ha chiesto 15 milioni per la riqualificazione di 15 stazioni della ex Fcu, risulta al 24esimo posto, mentre al 59esimo «Alta Umbria 2030», che con 14 milioni punta a recuperare una serie di beni pubblici e privati nell’area compresa tra Città di Castello, Citerna, San Giustino, Umbertide, Pietralunga, Montone e Gubbio. I due progetti presentati dal Comune di Perugia per un totale di quasi 30 milioni (quello per i palazzoni abbandonati ex Margaritelli e per l’area centrale di Ponte San Giovanni) si sono invece piazzati al 47esimo e al 64esimo posto. Che fine farà quindi Terni? Il decreto di Giovannini prevede che «le altre proposte presentate, ritenute ammissibili dall’Alta Commissione ma per le quali la dotazione finanziaria non è sufficiente, potranno essere ammesse a finanziamento se verranno reperite ulteriori risorse» o in caso di scorrimento della graduatoria.

«VIVERE L’UMBRIA»: IL PROGETTO PER LE 15 STAZIONI

Tempi più stretti I progetti che beneficeranno dei finanziamenti sono stati selezionati «tenendo conto, per la prima volta in modo esplicito – spiega il Ministero – del principio del Next generation EU di ‘non arrecare danno significativo all’ambiente’ (do not significant harm, Dnsh) e sulla base di indicatori di impatto sociale, culturale, economico finanziario e tecnologico». Rispetto a quando il PinQua è stato avviato una delle novità più importanti riguarda i tempi. Essendo stato finanziato in corso d’opera con i fondi del Pnrr, gli interventi dovranno essere realizzati e resi fruibili entro il 31 marzo 2026, una scadenza più ravvicinata rispetto a quella stabilita originariamente. Comuni e Regioni avranno da ora 30 giorni di tempo per trasmettere i cronoprogrammi rivisti e «in caso contrario – avverte il Ministero – si provvederà allo scorrimento della graduatoria».

Twitter @DanieleBovi

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