di F.T.
Il caldo si fa sentire, ma l’estate – forse anche grazie allo ‘scoppio ritardato’ – sembra aver creato qualche difficoltà in meno del previsto per la salute dei tanti anziani, spesso soli, che si trovano costretti a fronteggiare l’afa all’interno delle proprie case, concedendosi al massimo qualche passeggiata al parco. La conferma viene direttamente dal pronto soccorso del Santa Maria di Terni e dal suo responsabile, il dottor Stefano Carini.
Nessuna emergenza «L’incremento di pazienti che si sono presentati al pronto soccorso per problemi legati alle alte temperature è stimabile intorno al 2, massimo 3 percento – afferma il responsabile -. Si tratta per lo più di pazienti polipatologici, anziani, già sofferenti per diversi disturbi».
Merito del luglio ‘fresco’ che ha lasciato qualcosa di buono, oltre al drastico calo nel numero degli incendi boschivi.
Osservazione breve Fra le cose che sembrano aver funzionato a dovere, all’interno del Santa Maria di Terni, c’è la cosiddetta ‘osservazione breve di pronto soccorso’ che ha permesso di monitorare decine di persone per diverse ore, evitando nella maggior parte dei casi ricoveri inutili. «Abbiamo cercato di far funzionare al massimo questo servizio – spiega Stefano Carini – ottenendo una performance molto alta e un indice di utilizzo al di sopra della normalità, senza particolari problemi per i degenti».
I ‘fuori reparto’ Il fenomeno dei pazienti ricoverati fuori reparto – ovvero in ‘appoggio – sembra aver incido meno che in passato: «C’è stato qualche caso – spiega il dirigente della struttura complessa di pronto soccorso e osservazione breve -. Tutto si può migliorare, ma il fenomeno è stato comunque compreso entro limiti fisiologici per una struttura come quella di Terni». Insomma, di ‘straordinario’ non sembra poi esserci stato molto: «abbiamo affrontato al meglio il periodo. Qui le file estenuanti non esistono. Nel giro di qualche ora, 3 o 4 al massimo, siamo in grado di mettere a letto i pazienti in cui riscontriamo tale necessità».
