‘Restiamo con Perugia o passiamo con Terni?’. Questo il titolo, ma anche il fulcro, dell’incontro pubblico che si è svolto lunedì nella sala Monterosso di Villa Redenta a Spoleto promosso dall’associazione Prima Spoleto per avviare il dibattito sul riequilibrio territoriale. Durante l’incontro si è parlato di Terni e Spoleto in un’unica provincia «per un’Umbria più giusta ed efficiente». 

Terni e Spoleto unica provincia Per il Comune di Terni ha partecipato il sindaco Stefano Bandecchi e gli assessori Sergio Cardinali, Viviana Altamura e Alessandra Salinetti. «Per affrontare questo argomento – ha dichiarato il sindaco Stefano Bandecchi – dobbiamo staccarci dalla nostra personale idea politica e invito tutti ad ascoltarmi come cittadino italiano e non come sindaco o presidente della provincia di Terni. Il tema del riequilibrio va trattato oggi anche per chi arriverà dopo di noi ed è un argomento che reputo semplicemente giusto. Le province hanno delle funzioni, dobbiamo capire se tali funzioni hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana o meno. Ad esempio la gestione dei mezzi pubblici determina certamente un impatto e su questo aspetto non possiamo pensare che debba decidere la regione, ma enti più vicini ai comuni e quindi ai sindaci. La provincia è stata depotenziata ma il rapporto sindaco-regione non funziona. Quindi dobbiamo essere consapevoli che la provincia ha un ruolo importante e, come cittadini, dalla provincia dobbiamo aspettarci delle risposte. La provincia, al contrario, va potenziata. Pensiamo al turismo, ci siamo attivati a Terni e iniziano ad arrivare turisti ma la Regione non pubblicizza certo Terni, ci sono altre città molto più conosciute e più attrattive, ma concordiamo tutti sul fatto che turisti vanno portati su tutto il territorio, cercando di offrire uno stesso standard di infrastruttura di viabilità, ad esempio».

Riequilibrio territoriale «La provincia di Terni deve crescere – ha continuato Bandecchi -. Non possono esistere cittadini di serie A e B e i cittadini di serie B siete voi di Spoleto, penalizzati perché troppo distanti da Perugia. Vi propongo una visione che va oltre la destra, la sinistra e il centro, dobbiamo diventare tutti un po’ più pratici.  Vogliamo iniziare a pensare che la vostra città possa evolversi, possa contare qualcosa nella provincia. Voi avete una grande carta in mano da giocare per il futuro di Spoleto, certo c’è un iter ma non è così complicato come si crede. La riflessione va avviata e approfondita sulla base delle problematiche dell’area del sud dell’Umbria per poi tentare di trasformare quelle criticità in punti di partenza per aprire opportunità. Io ho imparato che i sogni sono liberi e bisogna avere il coraggio di sognare: per me la provincia della. Bassa Umbria è possibile ed è giusto che ci sia».

L’incontro a Spoleto. Foto Comune di Terni

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