di F.T.
Beatrice Lorenzin, ministro della salute e capolista del Ncd alle prossime elezioni europee, è intervenuta a Terni alla tavola rotonda sul tema ‘Sanita amica a Terni?’. L’evento è stato organizzato dai medici e dai professionisti del mondo della sanità che a Terni sostengono il candidato sindaco del centrodestra, Paolo Crescimbeni.
VIDEO: PARLA IL MINISTRO BEATRICE LORENZIN
Ricerca a Terni A margine dell’incontro, Beatrice Lorenzin ha parlato della sperimentazione in corso a Terni, coordinata dal professor Angelo Vescovi, legata al trapianto di cellule staminali neuronali su pazienti affetti da Sla. «Si tratta di una sperimentazione molto seria e rigorosa che sto seguendo da vicino – ha detto il ministro –. So che stiamo arrivando alla fine della fase uno della sperimentazione. A quel punto avremo la pubblicazione ufficiale dei primi dati che ad oggi sono piuttosto incoraggianti e poi si passerà alla fase successiva, riguardante un secondo gruppo di pazienti».
Finanziamenti «Da questi dati – ha aggiunto Beatrice Lorenzin – avremo probabilmente risposte nei prossimi anni e si tratta di un tassello estremamente importante per la ricerca. Ho già detto che qualora non dovesse andare avanti il metodo Stamina, destinerò tre milioni di euro proprio alla sperimentazione sulle malattie rare».
Stamina Proprio sul discusso metodo Stamina, oggetto di un’indagine da parte della procura di Torino con ben venti indagati, il ministro ha detto di «comprendere benissimo la situazione delle famiglie. Ho parlato con tanti di loro e mi rendo conto che quando si è di fronte alla disperazione, l’evidenza scientifica passa in secondo piano. Noi però rappresentiamo le istituzioni e l’Italia è un paese del primo mondo, non del terzo. Dobbiamo garantire cure a tutti se queste rispecchiano i requisiti minimi previsti per i protocollo di sperimentazione. Ad oggi – ha aggiunto – tutto quello che noi sappiamo di questo metodo è assolutamente negativo. Non sono comunque uno scienziato né un ricercatore, per questo dobbiamo attendere il responso del secondo comitato di valutazione prima di mettere una parola ‘fine’, qualsiasi essa sia, a questa vicenda».
