Attese le ruspe nell’area del polo chimico: la Basell avrebbe ordinato la demolizione della palazzina dove si trova lo storico laboratorio di ricerca in cui hanno lavorato il premio Nobel per la chimica Natta, l’Ingegner Olivieri, e i più importanti nomi della chimica mondiale del secondo dopoguerra. A lanciare l’allarme è il Centro studi Malfatti che parla di smantellamento dell’edificio in data 27 maggio, da palazzo Spada solo stupore: «Sto facendo verificare se l’allarme sia giustificato – dichiara l’assessore alla cultura Armillei».
Centro studi Malfatti Dall’associazione di via Pinturicchio fanno sapere di aver appreso la notizia 4 giorni fa e di aver immediatamente scritto alla Soprintendenza belle arti e paesaggio dell’Umbria per richiedere la manifestazione di interesse per il sito e quindi salvaguardare quanto contenuto nella palazzina, ovvero la strumentazione tecnica di laboratorio che Natta utilizzò per le sue ricerche e per lo sviluppo, tra gli altri prodotti di importanza mondiale, del polipropilene isotattico.
Locale «Questo laboratorio – si legge nella missiva inviata alla Soprintendenza -, è di proprietà di Basell Italia Spa, mentre il macchinario in esso contenuto – scrivono dal Centro Malfatti – è di proprietà Beaulieu fibres international Terni Srl. Trattandosi di strumentazioni che hanno consentito la ricerca, lo sviluppo e la produzione di materie plastiche che hanno completamente il mercato mondiale dei prodotti chimici – è scritto nella lettera – ci sembra opportuno chiedere un intervento d’urgenza della Soprintendenza umbra, affinché possano essere quantomeno sospesi i lavori di distruzione dell’immobile e la conseguente dispersione del prezioso materiale, che potrebbe fare bella mostra di sé in una sede museale».
Papigno Non è peccato pensare all’archeologia industriale, la quale rappresenta peraltro uno dei possibili sviluppi degli Studios di Papigno, come confermato nell’Open day dello scorso gennaio. Non a caso, nelle righe scritte alla Sovrintendenza, il Centro studi Malfatti fa menzione proprio all’ex stabilimento elettrochimico chiamando in causa il Comune per l’eventuale messa a disposizione di quella struttura.
Armillei Proprio da palazzo Spada, l’assessore alla cultura fa sapere a Umbria 24 di aver avviato accertamenti: «Sto facendo verificare se l’allarme trova in qualche modo giustificazione – rivela Armillei – ma al momento non so ancora molto». Se Basell come proprietaria dell’area demolisce però, il dubbio sorge spontaneo, non dovrebbe aver ricevuto il permesso? «Non mi risulta ci siano vincoli per la verità – dice in merito l’assessore – ad ogni modo, ripeto, stiamo verificando».
Pasculli L’assessore alla cultura, in coppia col sindaco Di Girolamo, viene tirato in ballo in questa vicenda dal consigliere del M5s Federico Pasculli che, preoccupato per l’annunciata demolizione dello storico laboratorio, parla di ‘damnatio memoriae’ e accusa la classe politica dirigente di essere completamente sprovvista del senso di identità e di appartenenza alla propria terra e comunità. «Chiediamo al sindaco ed all’assessore alla cultura – scrive in una nota il pentastellato – di intervenire al fine di recuperare tutti gli strumenti e i documenti presenti all’interno della palazzina-laboratorio e che vengano presi in custodia dal nostro sistema culturale e museale».
