La conferenza stampa di questa mattina a Terni (foto Toni-U24)

di Fabio Toni

Una partita di calcio a scopo benefico, corsi di formazione destinati a tutte le società del territorio e anche l’acquisto di due defibrillatori che verranno donati ad altrettante strutture sportive, fra le più utilizzate della città. Il Coni di Terni e il suo presidente, l’avvocato Massimo Carignani, scendono in campo con tre iniziative concrete per ridurre i rischi legati alla salute di chi pratica sport. Azioni già previste e anticipate rispetto ai tempi, anche sull’onda emotiva per quanto accaduto a Piermario Morosini, lo sfortunato calciatore del Livorno morto sabato sul campo di Pescara.

Zampagna in campo Grazie alla disponibilità dell’ex calciatore Riccardo Zampagna, già impegnato in prima persona nel sociale, il Coni mira a raccogliere fondi per l’acquisto di nuovi defibrillatori da mettere a disposizione dello sport locale. L’ex bomber rossoverde organizzerà a giugno una partita di beneficienza allo stadio Liberati. Parte dei fondi verrà destinata proprio a questa iniziativa. Zampagna è stato compagno di squadra di Morosini a Vicenza ed è forte il suo legame anche con la città di Bergamo, dove Morosini è nato ed ha mosso i primi passi di calciatore con la maglia dell’Atalanta.

DEFIBRILLATORI, IL PUNTO: MENO DI UNA SOCIETA’ SU TRE CE L’HA

Le azioni del Coni Il Coni di Terni, insieme alla federazione dei medici dello sport, promuoverà a breve anche corsi di formazione destinati alle società sportive del territorio. Dirigenti e tecnici potranno imparare ad usare il defibrillatore, per non farsi trovare impreparati di fronte ad eventuali emergenze. Lo stesso Carignani ha deciso di mettere mano al portafogli, a titolo personale, per acquistare due strumenti che verranno messi a disposizione di altrettanti impianti sportivi: il palasport Itis e quello di via Di Vittorio, due fra le strutture più utilizzate e frequentate di Terni. «Il motto dell’ultima festa dello sport del Coni era “chi ama lo sport, ama la vita” – ha ricordato l’avvocato -. Anche per questo ho voluto dare un segnale concreto. L’imprevisto è dietro l’angolo e ne ho avuto prova diretta con il malore di un amico durante una partita di tennis. In quel caso, tutto poi è andato bene. Il mondo dello sport è fatto di tante discipline praticate a livello agonistico e amatoriale. Una massa che viene verificata a livello medico e la percentuale di chi si deve fermare si aggira intorno all’1,2%. Forse il rischio non si può azzerare, ma è importante farsi trovare preparati».

Il defibrillatore donato da Carignani (foto Toni-U24)

Città di Castello E sul fronte della prevenzione ci si muove anche a Città di Castello, con la locale Cassa di risparmio che ha donato un defibrillatore portatile di ultima generazione (valore 20 mila euro) al pronto soccorso dell’ospedale tifernate. Un gesto sottolineato dal presidente dell’Asl1 Andrea Casciari: «La cassa di risparmio – ha detto – conferma la sua grande sensibilità verso le esigenze della comunità. Con questo monitor-defibrillatore portatile, in tutte le fasi dell’emergenza si potrà costantemente visualizzare e tenere sotto controllo il quadro clinico del paziente». Un’iniziativa fortemente voluta dai rappresentanti dell’istituto bancario tifernate, in testa il presidente Domenico Colcelli e il direttore generale Pietro Buzzi.

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