I banchi vuoti di una scuola

Insegnanti, studenti, famiglie, dirigenti e personale Ata di Terni si mobilitano per protestare contro i ritardi, gli errori e le modalità con cui si stanno svolgendo le convocazioni e le assegnazioni delle supplenze del personale docente e Ata. L’appuntamento è sotto l’Ufficio Scolastico Territoriale giovedì pomeriggio dalle 15 alle 16.

I motivi «Nonostante i roboanti proclami del ministero – scrivono in una nota Cobas – la situazione delle convocazioni per i precari della scuola a Terni, come d’altronde in Umbria e nel resto di Italia, è veramente preoccupante. Sono stati commessi numerosissimi errori dal sistema informatico sui punteggi delle graduatorie e molti docenti hanno perso posizione o addirittura rischiano di rimanere senza contratto. Alcuni docenti sono stati cancellati dalle graduatorie per meri errori di compilazione causati da procedure nuove, mai sperimentate, poco chiare e senza avere possibilità di rettifica. Procedure farraginose che stanno immobilizzando la presa di servizio dei precari: a 10 giorni dall’inizio delle lezioni non sono state ancora ultimate le convocazioni dalle Graduatorie ad Esaurimento e Graduatorie Provinciali per molte classi di concorso e le cattedre rimangono scoperte».

Il sostegno Allarmante è la situazione per il sostegno con più di 150 cattedre non ancora assegnate. «Non sono state rispettate le modalità di informazione sulla pagina web ed è venuto meno il principio di trasparenza per le assegnazioni. Gli uffici scolastici non ricevono al pubblico da quasi un mese e non rispondono neanche al centralino per chiarimenti. Le assegnazioni delle cattedre vengono pubblicate di sabato e di domenica, modificate senza rettifica anche di notte e in qualche caso con presa di servizio per il giorno seguente alle 8, senza il rispetto delle dovute 24 ore. Ad aggravare la situazione molti istituti non rispettano modalità e tempistiche e chiamano già per le supplenze brevi e per l’organico Covid che, come sappiamo, prevede il licenziamento sul tronco in caso di lockdown, l’interruzione del servizio e non dà diritto all’indennità di disoccupazione. I Dirigenti a scuola, infine, ricoprono i posti del sostegno e i posti comuni con docenti del potenziamento utilizzati come tappabuchi e pedine. Un vero e proprio farwest che lede i diritti degli studenti e i diritti dei lavoratori della scuola».

 

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