Le associazioni dei disabili

di Francesca Mancosu

«Siamo stanchi. Stanchi di vedere strutture inaugurate in pompa magna, ma inaccessibili ai disabili, perché piene di barriere architettoniche. La ‘prua’ di via Carrara, la nuova sede degli uffici comunali in corso del Popolo, la Casa delle musiche, e ora le piscine dello stadio». L’accorato sfogo arriva da Gianfranco Colasanti, presidente dell’Unmil – Unione mutilati ed invalidi del lavoro, a pochi giorni di distanza dall’apertura ufficiale del complesso natatorio dello stadio, in programma per il 30 luglio. Ed è l’oggetto di  una lettera indirizzata al sindaco Leopoldo Di Girolamo, agli assessori Francesca Malafoglia e Stefano Bucari e al consiglio comunale, presentata venerdì mattina a Palazzo Spada.

GUARDA IL VIDEO:  L’INTERVISTA A GIANFRANCO COLASANTI (UNMIL)

Sopralluogo con architetti e proprietari «Non siamo contro la struttura in sé – tiene a precisare Colasanti: siamo ben lieti che finalmente sia pronta, e che possa offrire anche qualche posto di lavoro oltre che un luogo per divertirsi ai ternani. Ma, così com’è, non vedenti e ipovedenti non potranno metterci piede».  Durante un sopralluogo al complesso effettuato da alcuni rappresentanti delle associazioni diversamente abili Fada insieme ai progettisti, alla proprietà e ai tecnici del cantiere, su invito dell’allora direttore generale del Comune Aldo Tarquini, sono stati infatti scoperte diverse mancanze.

Barriere fuorilegge Fra le varie infrazioni, punibili ai sensi della normativa vigente sulle barriere architettoniche, sono stati rilevati, fra l’altro: la presenza di barriere percettive per non vedenti e ipovedenti, di scale non segnalate e di dislivelli fra le pavimentazioni, la mancanza di piste tattili nei grandi spazi e di delimitazioni dei percorsi pedonali. «Come già nei nuovi uffici comunali di corso del Popolo o alla Casa delle musiche – racconta ancora Colasanti – i servizi igienici hanno la porta apribile verso l’interno (per legge dovrebbe aprirsi verso l’esterno, ndR) e le porte sono larghe 70 centimetri, a fronte degli almeno 80 previsti. Ci saranno quattro posti auto per i veicoli di servizio destinati ai disabili – su 68 totali -, insufficienti in funzione della potenziale capacità dell’impianto».

Le risposte dei progettisti A rispondere alla denuncia sollevata da Colasanti è  l’architetto Luciano Baldi, dello studio di progettazione Margheriti Ubaldi. «Abbiamo fornito ai rappresentanti delle associazioni dei disabili tutti i disegni del complesso e abbiamo fatto con loro tre sopralluoghi, ma non abbiamo mai ricevuto alcuna osservazione in merito. Il progetto esecutivo, inoltre, è stato approvato da  dodici commissioni, compresi la conferenza dei servizi, l’Asl, il Comune,  la Provincia, la Regione, il Coni (anche quello nazionale), ricevendo il placet in materia di barriere architettoniche e  l’agibilità. Certo, ci sono dei miglioramenti da apportare in tema di assistenza e segnalazioni ai disabili ma li stiamo facendo in questi giorni: invece di fare polemica, invitiamo tutti a puntare lo sguardo sul valore dell’opera che stiamo per inaugurare.  Un cantiere di 10 milioni di investimento, cosa rara di questi tempi,  che è il più importante del centro Italia. Realizzato in 12 mesi rispettando il budget, è finanziato per l’80% con fondi privati, dalla Salini -Impregilo, una delle maggiori aziende edili d’Europa».

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