Leopoldo Di Girolamo

di Marco Torricelli

Il quadro prospettato è, ovviamente, positivo – del resto, mica si è visto mai che uno ti dica «beh, sì, effettivamente non abbiamo fatto niente di buono» – anche se il sindaco Terni, Leopoldo Di Girolamo, nello stilare il bilancio del 2013 «e complessivamente dei quasi cinque anni di mandato amministrativo», non nasconde le cose che ancora sono in sospeso.

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Le battute a vuoto Di Girolamo le mette in fila, le questioni in sospeso: «Quella di Villa Palma» che continua a cadere a pezzi, «il palasport» che non c’è, «il teatro Verdi» sempre al centro di una battaglia ideale ed economica, «la manutenzione complessiva della città» che ha fatto segnare battute a vuoto, «le aree ex Gruber e Papigno» da bonificare, mettere in sicurezza e rilanciare. «Sarà – dice il sindaco – terreno di lavoro per chi viene dopo», innescando l’ovvia domanda sulla sua ricandidatura: «Si è avviato un percorso che porterà alla scelta del candidato a sindaco per il centro-sinistra e saranno i cittadini a decidere».

La pressione fiscale Per cominciare, spiega Di Girolamo, «è stato rispettato il patto di stabilita, mantenendo inalterata la pressione fiscale locale, siamo al 79simo posto, in Italia con 1.067 euro a carico di ogni singolo cittadino, contro i 1230 della media nazionale», mentre «le tariffe sono ferme al 2001» ed è stata «quasi azzerata la situazione debitoria, con pagamenti per quasi 40 milioni di euro grazie allo ‘sbloccacrediti’».

AMMINISTRATIVE: TUTTI I COMUNI AL VOTO E LE SFIDE

I risparmi «Siamo riusciti a risparmiare circa sei milioni sul personale (i dipendenti sono scesi da 996 a 884; ndr) e un milione e 600mila euro sugli affitti – spiega il sindaco – mentre il ‘parco macchine’ è stato sfoltito ed ora ne abbiamo 27 in meno, tanto che il ministero dell’economia ci ha inserito tra i 20 capoluoghi di provincia più virtuosi».

Gli investimenti In cinque anni, rivendica, «sono stati investiti 120 milioni di euro, somma che ci ha portato ad essere il secondo investitore locale, dopo la Regione, e al 22simo posto in Italia, ma soprattutto – sempre secondo il ministero dell’economia – quindicesimi in campo nazionale per virtuosità nella gestione».

L’ambiente Entro la fine del mese, garantisce Di Girolamo, «avverrà l’affidamento definitivo della raccolta dei rifiuti, che ha già fatto registrare un incremento notevole della ‘differenziata’, passata dal 32 al 46%». Poi l’annuncio: «Sempre entro fine mese organizzeremo una conferenza per fare il punto sugli interventi fatti e su quelli da fare per dare piena attuazione ai programmi» e la stoccata: «A chi oggi ci critica, ma in passato è stato al governo della città, ricordo che Terni è passata, su questo tema specifico, dal 79simo posto del 1979 al 29simo di oggi». Conferma, poi, la «volontà di quotare in Borsa l’Asm».

Il lavoro Un tema delicato è quello del lavoro e «della difesa dell’assetto produttivo», spiega il sindaco. «Siamo stati e saremo sempre impegnati nel seguire con la massima attenzione – e con proposte che tengono in considerazione soprattutto le possibili implicazioni sociali – le vicende che riguardano l’Ast o il polo chimico, anche alla luce dell’impegno di Beaulieu nella ex Meraklon, ma anche nella ricerca di una soluzione positiva per la vicenda Basell, che ovviamente non dipende solo da noi». Mentre «per Isrim – promette – si sta cercando una soluzione, con partner pubblici e privati, che permetta di non disperdere il capitale umano e tecnologico presente».

Il centro e non solo Un impegno forte, secondo il sindaco, è stato quello verso la «valorizzazione del centro storico, forte di una zona a traffico limitato che è la più ampia, in termini proporzionali, tra tutte le città italiane», ma anche quello dell’apertura verso l’esterno «con il progetto Civiter, che va avanti con decisione e che potrebbe diventare un esempio ‘di scuola’ per il ministero dell’economia, con il quale è già in programma un incontro per la prossima settimana».

La cultura Mentre resta intricato – e sempre foriero di polemiche – il nodo relativo alla gestione museale e, più in generale, alle politiche culturali, «la biblioteca cittadina ha incrementato di duemila unità i propri iscritti ed ora è tra tra le prime 20 biblioteche pubbliche nazionali», mentre «aver contribuito all’avvio del progetto relativo all’antica via Flaminia ha portato ad un incremento del 15% delle presenze a Carsulae».

Il futuro Tre, secondo Di Girolamo, i temi principali che dovranno essere svolti nel futuro: «Il mantenimento della presenza, forte e decisiva, dell’industria; il ruolo territoriale della città, che deve guardare, soprattutto alla luce del superamento dell’organizzazione provinciale, ad un panorama extra regionale; il progetto smart city, per rendere Terni sempre più vivibile e a misura di cittadino».

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