La scuola De Amicis

di Francesca Mancosu

Tetti pericolanti, strutture fuori norma e barriere architettoniche da eliminare. Sul fatto che le scuole ternane siano malmesse non ci piove. O meglio, ci piove, ma dentro. E l’elenco degli istituti che chiedono un intervento rapido del Comune si allunga ogni giorno di più. Mentre in consiglio infuria la polemica attorno all’assessore alla Cultura e alla Scuola Simone Guerra, ‘reo’ di aver chiesto alla giunta 90mila euro per mettere in sicurezza il centro giovanile di Palmetta anziché le aule scolastiche, noi siamo andati alla De Amicis, che un anno fa a causa delle infiltrazioni ha dovuto trasferire sei classi al vicino istituto Casagrande.

A rischio altre sei classi «È un anno che aspettiamo che il Comune faccia qualcosa», lamenta Carla Riccardi, preside del comprensivo De Filis, di cui la De Amicis fa parte. «All’indomani dell’emergenza sarebbe bastato cambiare le tegole, ma nel frattempo la situazione è peggiorata: ci sono muffe e si è rovinato lo zoccolo. I tecnici ci hanno promesso il rifacimento del manto del sottotetto, la prossima estate, ma le infiltrazioni stanno raggiungendo anche il piano inferiore, dove ci sono altre sei classi. In caso di evacuazione, dove le trasferiremo visto che non ci sono altri spazi disponibili? Ci manderanno in albergo?». Un’ipotesi a dir poco stridente con il percorso intrapreso dall’istituto, unico della provincia di Terni ad aver vinto un bando ministeriale che offre ad altre 29 scuole italiane 150mila euro l’anno per dotarsi di libri interrattivi, tablet, computer e piattaforme online.

Già deliberati oltre 500mila euro La scorsa settimana la giunta comunale ha stanziato 230mila euro per interventi nelle scuole di proprietà comunale – 150 mila per la media Marconi, 80 mila euro per la scuola primaria Oberdan e 100 mila per l’Alterocca – che saranno anch’essi eseguiti l’estate prossima e andranno ad aggiungersi a quelli deliberati il 13 novembre scorso per l’istituto Brecciaiolo e per la Benedetto Brin, per un ammontare di altri 280 mila euro, ai 150mila per la De Amicis, nonché ai fondi già stanziati per l’Anita Garibardi – 2 milioni di euro – e la De Filis, per altri 648 mila. Cifre importanti, senza dubbio ma che non bastano a tappare tutte le falle e a placare i cattivi umori che si levano da palazzo Spada, dopo la richiesta dell’assessore Guerra di trovare fondi per i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza del centro giovanile di Palmetta.

Le accuse di Forze Italia «Leggo con stupore la nota dell’assessore alle Politiche giovanili e alla scuola – ha dichiarato il consigliere comunale Federico Brizi di Forza Italia – che non solo delibera decine di migliaia di euro per i lavori al centro giovanile di Palmetta ma vuole far credere che le scuole siano una effettiva priorità per questa amministrazione comunale. Non chiedo all’assessore di frequentare gli edifici scolastici comunali con la stessa frequenza di Palmetta, ma basta leggere i giornali per raccogliere ogni mattina le lamentele di insegnanti e genitori che parlano di infiltrazioni meteoriche, di tetti colabrodo, di palestre in cattivo stato, di edifici bisognosi di interventi di scale antincendio e di miglioramenti sismici».

La risposta di Guerra Non si è fatta attendere la risposta di Guerra, che ha rispedito al mittente ogni strumentalizzazione della vicenda. «Ci tengo a ribadire che i fondi per Palmetta richiesti e confermati dalla giunta mercoledì, non sono di 200mila euro, come riportato da alcuni giornali, bensì di 90 mila euro. Abbiamo richiesto un mutuo, e non è detto che verrà acceso. Gli altri 110mila sono per il Foro Boario. Ne approfitto per dire che questi stanziamenti non hanno niente a che vedere con le risorse destinate alle scuole – già comprese nelle delibere di giunta di cui sopra – ma rientrano nei normali lavori di manutenzione previsti negli stabili di proprietà comunale».

Le spiegazioni di Ricci Sulle scuole, l’ultima parola spetta però all’assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci, che spiega il perchè dei ritardi nella messa in sicurezza. «Capisco chi ci accusa di non intervenire subito, ma queste tempistiche non dipendono da noi. Non possiamo fare come ci pare. Abbiamo richiesto tutti i mutui necessari, ma finché non ce li concedono non possiamo indire le gare per l’affidamento dei lavori. Dobbiamo seguire le procedure – che sono indubbiamente lunghissime – per una questione di trasparenza».

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