foto archivio

A Umbria24 la mamma di Leonardo (nome di fantasia) ha raccontato di aver richiesto l’intervento della polizia per far ricoverare il figlio di 8 anni all’ospedale di Terni, dove era arrivato al Pronto soccorso con febbre alta e diarrea, ma dalla direzione del Santa Maria replicano che il ricovero è stato effettuato quando ritenuto necessario. La donna, che ha poi deciso di rivolgersi all’ospedale Bambin Gesù di Roma, ha anche detto che da Colle Obito ancora aspettava una diagnosi e oggi il nosocomio conferma il quadro clino tracciato nella struttura della capitale: il piccolo ‘Leo’ ha avuto la Salmonella.

Santa Maria «Abbiamo verificato – scrivono dalla direzione sanitaria dell’ospedale di Terni – quanto accaduto nel processo del ricovero, il bambino è stato condotto più volte in Pronto soccorso e ogni volta è stato inviato tempestivamente presso il reparto pediatrico come da procedure aziendali. Il bambino è stato ricoverato nel momento in cui il ricovero si è reso necessario. Ascoltati tutti gli operatori presenti in occasione dei vari accessi del bambino in Pronto soccorso, in particolare l’ultima volta, non risultano mai essere intervenute forze dell’ordine non essendosi mai reso necessario tale intervento. Durante la breve degenza il bambino è stato idratato e sottoposto ad accertamenti e cure mirate ad un alto sospetto di infezione da salmonella confermato successivamente dall’esame colturale prelevato nel corso del ricovero. Dopo circa 48 ore, mentre gli esami colturali erano in corso, i familiari hanno deciso di firmare le dimissioni volontarie asserendo di voler portare il bambino in un altro ospedale. Gli esami colturali delle feci erano ancora in corso al momento delle dimissioni volontarie, firmate dai genitori contro il parere dei sanitari, i quali tuttavia hanno fornito una relazione clinica. Trattandosi di una infezione da salmonella è stata redatta apposita denuncia alle autorità competenti del Servizio di Igiene territoriale».

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