di Marco Torricelli
Che le polveri – sottili (Pm10) e sottilissime (Pm 2,5) – sospese nell’aria siano un pericolo, è ormai chiaro a tutti. Ma Wwf e Italia Nostra solleva anche il problema dei metalli pesanti e puntano il dito in una direzione precisa, dicendo che «è tempo di contenere fermamente l’immissione del nichel nell’aria, prodotto in larghissima prevalenza dalle acciaierie».
L’Arpa Da sette anni, dice Giuseppe Rinaldi del Wwf, «i freddi numeri di Arpa dicono che il nichel nell’aria di Terni è frequentemente attorno o sopra la prima soglia stabilita per la protezione della salute umana, quella di ‘valutazione inferiore’, pari a 10 µg/m3; sovente attorno alla soglia di valutazione superiore, pari a 14 µg/m3; talvolta superiore persino al limite di tollerabilità, corrispondente a 20 µg/m3».
La centralina E Andrea Liberati, di Italia Nostra, rincara la dose: «L’unico strumento cittadino a disporre di strumentazione in grado di rilevare i metalli pesanti è la centralina posta a Le Grazie, distante quasi tre chilometri dagli impianti di produzione dell’acciaio, registra quest’anno una concentrazione di nichel pari a +36% rispetto allo stesso periodo 2012, con una media gennaio-ottobre già oltre la soglia di valutazione inferiore».
Il monitoraggio «Ad Aosta, dove è attiva un’acciaieria – spiega Rinaldi – si è rilevata una concentrazione di nichel tanto più alta quanto più le centraline sono state collocate vicine all’industria. Sembrerebbe ovvio, ma per Terni si è scelta una strada diversa, prevedendo una sola centralina in un sito suppostamente adatto, perché dichiarato ‘sottovento’ rispetto ai camini siderurgici. Ma se l’area scelta fosse stata altra, parimenti antropizzata e ancor più vicina a essi?». Secondo Liberati, poi, «non si capisce perché la centralina di Prisciano, inattiva ormai da oltre un anno come a Maratta, non captasse il nichel sin dagli esordi, assieme a quella di Via Carrara; quanto tempo passerà ancora per attivarle, con standard di questo tipo?».
Le acciaierie I rappresentanti delle due associazioni ambientaliste, poi, pongono il problema direttamente ai vertici di Ast: «Stanno facendo la propria parte al riguardo? Quali investimenti hanno effettuato e stanno effettuando per il nichel, se da anni si continua a sforare? Quali controlli stanno eseguendo le pubbliche autorità al riguardo? Perché non implementare una rete di rilevamento tutt’attorno alle Acciaierie, anziché tenere una sola centralina a quasi tre chilometri di distanza dai forni?».
Le rivelazioni Poi, tanto per far passare a tutti un Natale tranquillo, Italia Nostra e Wwf fanno una promessa che somiglia ad una minaccia: «Entro breve renderemo note informazioni ben più clamorose, inerenti l’esposizione dei bambini, ma anche di flora e fauna, ai microinquinanti, con effetti decisi sull’ecosistema». E annunciano: «Si tratta di dati fin qui mai emersi. Dati impressionanti, i più gravi di sempre: Terni è un caso ambientale nazionale, dinanzi al quale urge l’intervento immediato delle acciaierie e, in caso di eventuale inottemperanza, del governo».
