Un sit-in di protesta Aidas

di Marco Torricelli

Il giorno di san Valentino. Gli innamorati si scambieranno sguardi pieni di promesse, i ternani festeggeranno il patrono e le socie-lavoratrici della cooperativa Aidas inizieranno lo sciopero della fame.

Sciopero della fame La decisione verrà formalizzata nel corso di un’assemblea programmata per martedì sera, ma per grandi linee la strategia è delineata: un gruppo di donne – alle quali si unirà il segretario della Uil ternana, Gino Venturi – smetterà di mangiare, mentre altre («devono continuare a lavorare e abbiamo chiesto loro una forma di solidarietà meno esasperata», è la spiegazione) digiuneranno per un giorno a rotazione.

La Uil Il segretario generale nazionale del sindacato di categoria Uil Fpl, Giovanni Torluccio, prenderà a sua volta parte, con una giornata di digiuno, allo sciopero della fame delle lavoratrici che, è emerso nel corso di un incontro che si è svolto lunedì con il commissario ministeriale, potrebbero ricevere presto una mensilità mensilità di stipendio tra quelle arretrate. Ma non hanno avuto alcuna risposta su tutto il resto: «Tra il commissario e noi – sottolinea Gino Venturi – continuiamo a stare su due pianeti diversi».

La Cgil Quello dello stipendio arretrato è, anche per la Cgil, «l’unica nota relativamente positiva dell’incontro.Rimane invece ancora sospeso il versamento delle altre mensilità arretrate, come ancora irrisolta e non chiara è la questione relativa alla complessa situazione debitoria della cooperativa».

La proroga La Cgil, poi, anticipa che «vista l’impossibilità di effettuare un accurato e completo approfondimento tecnico, la commissaria, insieme al suo staff, è decisa a chiedere un’ulteriore proroga, per un massimo di altri 60 giorni del concordato in scadenza il 17 febbraio». Anche perché ci sarebbe l’intenzione di «iniziare la procedura di un bando di gara nazionale per l’affidamento della gestione economica e finanziaria della cooperativa a soggetti terzi».

Il comitato Mentre alcune socie si preparano allo sciopero, altre si organizzano in comitato: martedì mattina viene presentato, infatti, il Comitato per per i diritti delle socie Aidas (Cdsa) «che ha già raccolto oltre 90 adesioni – spiega Elsa Cerrata, una di loro) che nel corso dell’incontro racconteranno tutta la verità sulla sulla drammatica crisi della cooperativa».

Monte Porzio Catone Una crisi che non è solo ternana, perché anche i 15 dipendenti della cooperativa Aidas che lavorano in una casa di riposo di Monte Porzio Catone (Roma) sono con l’acqua alla gola: «Non riceviamo gli stipendi da mesi – racconta uno di loro – e abbiamo ricevuto solo un acconto (circa 800 euro; ndr) relativo a quello di novembre, dopo una visita dell’allora presidente, Patrizia Loiacono e del dottor Pierino Martinelli, che ci promisero che avrebbero sistemato tutto in fretta. ma così non è stato».

Gli arretrati I problemi si trascinano fin dal 21012, racconta il lavoratore laziale, «tanto che abbiamo accumulato un bel po’ di arretrati, una parte dei quali sono stati pagati a settembre, ma adesso abbiamo paura che tutto l’interesse si concentri di Terni e ci si dimentichi di noi». Ma «noi non lo permetteremo e siamo pronti a mettere in atto, a nostra volta, forme di protesta clamorose».

La politica Sulla vicenda, ovviamente, non mancano le prese di posizione politiche: «Non una sola parola di solidarietà – attacca Franco Todini, candidato sindaco con la lista ‘Il cammello – è stata spesa in tutto questo tempo dal sindaco e dai suoi assessori a questi lavoratori che, dopo tredici mensilità non pagate, sebbene stremati, continuano ad assicurare il funzionamento dei servizi. Né il minimo interesse è stato espresso verso un’azienda che, per le sue professionalità e la sua capacità operativa, rappresenta certo un grande patrimonio per l’intero territorio» .

Il potere Todini denuncia «un silenzio eloquente, ostentato con imbarazzo, che evidenzia la necessità di chiarire fino in fondo l’origine del potere di qualche ex consigliere comunale che si è trasformato in ‘oligarca’ e che pretende di controllare tutta la cooperazione sociale ternana». Secondo il candidato sindaco, invece, «è ora di affermare l’assoluta supremazia delle istituzioni (e quindi della pluralità degli operatori) sull’economia, anche quando veste i panni della cooperazione sociale».

Il silenzio Secondo il Movimento 5 Stelle è «palese e scandalosa l’assenza totale delle istituzioni che dovrebbero garantire la totale trasparenza nella gestione dei soldi dei cittadini e fondi pubblici. L’assenza della giunta comunale quasi nella sua interezza, l’assenza della voce dell’assessore ai servizi sociali Bucari, l’assenza di un sindaco che misteriosamente di fronte al dramma di chi perde lavoro, non riesce a proferir parola».

In parlamento Le lavoratrici tutte, dice il M5S, «hanno il legittimo diritto ad essere tutelate, per questo annunciamo che stiamo valutando d’intervenire tramite i nostri portavoce in parlamento con ogni strumento possibile, in primis con un’interrogazione parlamentare, per sostenere chi in questo momento si trova in difficoltà».