Narni sotterranea

di Francesca Mancosu

Un lungo filo unisce la Sardegna con la Toscana, passando per la Sicilia e l’Umbria. É quello teso da ‘Narni sotterranea’ che, per tutto il mese di agosto, si vestirà di rosso per attirare l’attenzione sul tema della violenza alle donne e dei femminicidi. Un’iniziativa simbolica che coinvolgerà in primis le guide del sito, ma pure i visitatori, chiamati ad indossare un oggetto che richiami alla protesta, ed una serie di associazioni ed operatori attivi in varie parti d’Italia.

#Sotterraneainrosso Questo l’hastag della campagna, che potrà essere seguita in tempo reale su Twitter e Facebook, e che proprio grazie ai social sta guadagnando nuove adesioni di ora in ora. «Dalla scorsa primavera – racconta Aroti Meloni, responsabile della comunicazione di Narni Sotterranea – un po’ in tutta Italia si sono moltiplicate le iniziative sul tema, e in vista della prossima Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne (il 25 novembre; ndr) abbiamo pensato di fare qualcosa anche noi, per attirare l’attenzione su una questione di cui si parla ormai tutti i giorni, ma che in fondo non si affronta mai concretamente».

Un gomitolo rosso Per manifestare la propria ‘partecipazione’, basta un tocco di rosso. Una pashmina, un nastro fra i capelli, lo smalto, un accessorio, o un semplice filo. «Chiederemo ai visitatori del sito di fare lo stesso – prosegue Aroti – e stiamo avvertendo quelli che si prenotano. Per gli altri, abbiamo portato nei sotterranei un gomitolo di cotone rosso. Chi vorrà potrà tagliarne un pezzo e legarselo al polso».

L’unione fa la forza Gomitolo o no, l’iniziativa di ‘Narni sotterranea’ ha già creato un filo, tutt’altro che metaforico, fra una serie di realtà sparse per la penisola che hanno aderito al progetto, ognuna a suo modo. Fra di loro ci sono alcune cantine umbre che offriranno ai loro clienti un calice di vino rosso o agriturismi siciliani che appunteranno fiocchi rossi all’ingresso delle stanze o sui tavoli.  Poi un’associazione di Messina, ideatrice del progetto ‘Posto occupato’, a cui si può partecipare attaccando a una sedia o panchina la locandina scaricabile dal sito www.postoccupato.org, a ricordare le 124 donne uccise nel 2012,  ed  una compagnia teatrale di Cagliari che indosserà qualcosa di rosso durante le repliche dei propri spettacoli. «Chiunque potrà aderire con la propria iniziativa –  conclude Aroti – e abbiamo attivato un board di Pinterest dove caricheremo le foto che ci verranno inviate o le immagini postate sul web con la tag ‪#‎sotterraneainrosso‬ ‪#‎femminicidio‬ ‪#‎violenzadonne. Il prossimo passo? Per il 25 novembre ci piacerebbe organizzare una sorta di ‘Narni in rosso’, con il coinvolgimento di tutti i commercianti della città. Speriamo che ci seguano‬».

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