il comitato 'no cavalcavia'

di Francesca Torricelli

Vanno avanti da più di un anno e mezzo e non hanno intenzione di cedere. Tanto che sono arrivati al punto di presentare un esposto alla Magistratura. Il ‘Comitato no cavalcavia – pro Cospea’ continua la sua battaglia contro i lavori in progetto in via Alfonsine.

L’esposto Dopo assemblee e riunioni con l’assessore Marco Malatesta, e dopo aver presentato alle amministrazioni comunali delle proposte alternative al ‘cavalcavia della discordia’ «di recente – spiega Moreno Castellucci, presidente del comitato – siamo arrivati al punto di presentare un esposto alla Magistratura con un punto fondamentale: l’impatto ambientale. Sinceramente, all’inizio, avevamo pensato di fare ricorso al Tar, ma per motivi economici non ci siamo riusciti. Ora speriamo nella Magistratura». Anche se il rischio è che la Magistratura li rimandi proprio al Tar.

Non finisce qui Intanto però, da giugno, i lavori nel cantiere di Cospea sono fermi. «Si, abbiamo appreso dai giornali di tutte le problematiche del cantiere – continua Castellucci – e della ditta alla quale erano stati affidati i lavori. Sinceramente a noi ora preme portare avanti la nostra battaglia contro la costruzione di quello scempio in via Alfonsine, che oltre ad essere brutto esteticamente provocherà, secondo noi, dei seri problemi di inquinamento». A breve «organizzeremo un’assemblea aperta a tutti i cittadini, non i residenti nelle zone di Cospea, per capire cosa ancora possiamo fare e magari organizzare delle serie manifestazioni di protesta». «Tengo particolarmente a sottolineare che a tutt’oggi non è stato fornito alcun riscontro, nonostante i ripetuti solleciti inoltrati dal Comitato alle amministrazioni comunali, e ciò desta tra i cittadini sconcerto e perplessità».

Le risposte Come già aveva fatto tempo fa, l’assessore Marco Malatesta risponde che «di tutto questo si discuterà quando sarà il momento perché i lavori sono ancora lontanissimi. Quel ponte si farà fra due anni e in quel momento vedremo il da farsi. Non vedo perché tutta questa fretta. Posso già dire che per quanto riguarda il sottoscritto, quella del ‘cavalcavia’ – come lo chiamano loro – continua ad essere la soluzione migliore, ma più avanti ci confronteremo. Anche perché in due anni lei capisce che potrebbero uscire fuori nuove tecnologie che metterebbero tutti i nostri progetti in discussione. Come facciamo a dare loro risposte oggi?».

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