L'area di Cospea

di Marco Torricelli

Il documento, effettivamente, crea qualche perplessità. A leggerlo, infatti, salta agli occhi il gran numero di criticità evidenziate nella realizzazione dell’opera. Solo che, alla fine, è stato dato un parere favorevole. Nonostante fossero state previste delle prescrizioni a cui ci si doveva attenere.

Il comitato A rendere pubblico il documento, che poi è la relazione stilata dalla conferenza dei servizi che ha preso in esame il progetto relativo al contestato cavalcavia di Cospea, è il comitato che si oppone alla sua realizzazione e il presidente, Moreno Castellucci, spiega che «a nostro avviso c’è qualcosa di incredibile in quello che è successo, con una relazione piena zeppa di segnalazioni di elementi negativi e poi, alla fine, un ‘via libera’ ingiustificabile».

La relazione La conferenza tecnica dei servizi, il 16 dicembre del 2010 aveva preso in esame le ‘Opere di urbanizzazione relative al piano attuativo di iniziativa pubblica per la realizzazione di un intervento direzionale e commerciale in località Cospea – Nucleo compreso tra via Alfonsine e via Montefiorino’, per un importo complessivo delle opere di urbanizzazione di 2.432.945,48 euro: «Tutte le valutazioni sul possibile cavalcavia erano negative e il successovi consiglio comunale non ha ritenuto opportuno chiedere un minimo di approfondimento, ma ha dato l’assenso ai lavori senza fare una piega».

Il parere Secondo il comitato che si oppone alla realizzazione del cavalcavia, tutto è motivato dal fatto che la conferenza tecnica dei servizi ha infatti espresso un «sorprendente conclusivo parere favorevole alla proposta progettuale», che lo stesso comitato «ritiene incomprensibile, anche se formalmente accettabile e invita la cittadinanza ad una seria riflessione sul perché l’amministrazione comunale non abbia ritenuto opportuno rigettare la proposta progettuale, imponendo al progettista una rielaborazione più chiara e completa».

Le criticità Nella relazione finale della conferenza si legge infatti che è emerso che, da parte della direzione manutenzione rete stradale, in merito «alla realizzazione del cavalcavia di via Alfonsine, si ritiene tecnicamente non valida la composizione della pavimentazione stradale; si ritiene insufficiente lo spessore della massicciata bituminosa del sottofondo; si ritiene incompatibile, in presenza di conglomerato bituminoso del tipo drenante e fono assorbente, la tipologia dei corpi ricettori delle acque previsti; non sono reperibili informazioni in merito agli accorgimenti adottati per il rispetto delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche».

La pista ciclabile Nella relazione tecnica si cita la funzione ciclopedonale dell’attraversamento di via Alfonsine, ma la conferenza ei servizi faceva notare che «non si rilevano elementi tecnici relativi ad eventuali piste ciclabili di prolungamento con quelle esistenti in via Alfonsine».

Le integrazioni In quella relazione, peraltro, si chiedeva di integrare il progetto una serie di prescrizioni e modifiche relative all’impianto di illuminazione, ma anche di rivedere «il computo metrico adeguando al prezzario vigente i costi indicati per i singoli sostegni e corpi illuminanti» e si segnalavano incongruenze, sempre nel computo metrico per le fognature e per le tubature. «Non è evidente – c’è scritto – come scaturiscano i 12mila chili di acciaio necessari».

La strada Altro tema irrisolto, secondo il comitato che si oppone al cavalcavia, è quello delle lunghezze, visto che nella relazione della commissione si legge che «manca la dimostrazione analitica di come scaturiscono i 2.320 metri quadrati di superficie del cavalcavia»; mentre in un’altra parte si legge che «i metri quadrati del cavalcavia aumentano da 2.320 a 3.500, manca la dimostrazione analitica».

Il verde C’è, poi, tutta la parte che ls conferenza dei servizi aveva dedicato al verde: «Il verde su aree pubbliche o da cedere prevede la messa a dimora di 700 arbusti di vario tipo, il verde su aree non da cedere circa 35 alberi di alto fusto e una quantità di arbusti, nulla – si legge nella relazione – viene previsto come prato e sistemi di irrigazione» e seguono tutta una serie di rilievi, perché «dovrà essere previsto un impianto di irrigazione automatizzato mediante sistema di gestione elettronico, realizzato a regola d’arte».

Le conclusioni Castellucci pesa con cura le parole: «Il comitato non ha nessuna intenzione di fare illazioni o di lanciare accuse nei confronti di nessuno – scandisce – ma ritiene che tutto l’iter procedurale della vicenda possa essere oggetto di ricerche ed indagini approfondite, anche da parte di autorità terze, alle quali siamo intenzionati a fare riferimento». Che può essere interpretata come una promessa. Ma non solo

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