di Fabio Toni
Quando il tavolo salta, spesso volano gli stracci. E pure le denunce. Non è un mistero che la presidente della cooperativa sociale Aidas, Loredana Valsenti, e le socie-lavoratrici che ne condividono in buona parte linea e pensiero, abbiano da tempo individuato il ‘nemico’: «C’è chi vuole il nostro fallimento», affermano. Nomi non ne fanno. Ma l’esposto presentato lo scorso ottobre in Procura, parla da solo.
La denuncia «I problemi finanziari di Aidas – spiega Loredana Valsenti – dipendono anche dal fatto che, per oltre dodici anni, il monte ore dei servizi socio sanitari (domiciliari e presso il centro geriatrico; ndr) non è stato gestito correttamente dalla capofila del vecchio appalto Asl di cui facevamo parte, ovvero la cooperativa Actl. Secondo le nostre valutazioni, all’Aidas mancano oltre 30 mila ore annue, per una cifra che, moltiplicata per gli anni dell’appalto, sfiora gli 8 milioni di euro». Dal 2008, afferma la presidente, «chiediamo il rispetto del regolamento interno, ma l’Asl purtroppo ha le mani legate perché può interloquire solo con la capofila». Di fronte allo stallo, la dirigenza di Aidas ad ottobre dello scorso anno ha deciso di denunciare la vicenda in Procura, facendo nomi e cognomi: «A nostro avviso – si legge nell’atto – emerge la volontà dell’impresa Actl di creare danni alla cooperativa Aidas, soprattutto in questi ultimi anni di crisi del settore e in considerazione del fatto che la cooperativa sta partecipando alla gara di appalto indetta dall’Asl per i medesimi servizi (poi vinta lo scorso marzo dal consorzio guidato da Actl e su cui pende un ricorso al Tar; ndr)». Tanto è bastato a far aprire un fascicolo sulla vicenda e l’indagine relativa avrebbe ottenuto di recente una proroga, almeno fino alla fine del 2013.
Le socie Nell’incontro indetto dalle socie lavoratrici più ‘vicine’ alla dirigenza di Aidas, non si è parlato solo di carte bollate. Una di loro, Serenella Arca, ha letto un lungo comunicato «per far sapere cosa sta accadendo realmente». A partire dagli otto stipendi arretrati non ancora pagati (tre ‘congelati’ relativi al 2012, oltre ai primi cinque del 2013): «La protesta delle nostre colleghe è comprensibile, ma la nostra cooperativa sconta i tagli pesantissimi, dal punto di vista delle ore e delle integrazioni alle rette degli anziani». Poi c’è la nuova residenza di Collerolletta, pronta da tempo ma ancora ferma al palo: «Dopo un lungo percorso, nell’agosto del 2012 abbiamo ottenuto l’autorizzazione della Regione a svolgere l’attività, poi sospesa dall’ex direttore dell’Asl4, Panella. Ancora oggi ci chiediamo perché. Resta il fatto – spiega – che se la struttura fosse entrata in funzione, non avremmo avuto tutti questi problemi finanziari ma avremmo potuto dare lavoro a trenta persone in più». Sull’eventuale apertura della Rsa di Collerolletta, il consiglio di Stato potrebbe esprimersi nei primi giorni di luglio: «Siamo ottimisti e convinti di stare nel pieno della ragione».
Nuovo presidente e nuovo cda Intanto l’Aidas, oltre a votare il bilancio 2012, si appresta a rinnovare le proprie cariche sociali: i nomi verranno fuori dall’assemblea dei soci convocata per il 29 giugno – in prima convocazione – e per il 10 luglio. Quello della presidente Loredana Valsenti è un vero e proprio commiato: «Posso dire, con orgoglio, che la nostra è una cooperativa sana e piena di professionalità elevatissime. Ci siamo sempre distinti dal contesto, dando spazio alle donne e guardando avanti, spesso in maniera lungimirante. Siamo stati i primi a capire che il sistema non poteva più dipendere dagli appalti pubblici, e lo abbiamo fatto investendo in alcune idee vincenti, su tutte l’ex Tiffany». L’investimento di Collerolletta, spiega, «era partito con presupposti ben diversi. Poi sono arrivate le difficoltà che conosciamo tutti, inclusa quella che riteniamo una truffa a nostro danno. Le difficoltà di oggi me le sento tutte sulle spalle, ma come presidente pro tempore mi sento di dire che gran parte delle colpe stanno fuori dalla cooperativa. L’accerchiamento nei nostri confronti lo conferma. Ci hanno sempre visti come un ‘cane sciolto’ che non si piega a logiche di potere. Ma essere liberi e indipendenti, per noi, è solo un pregio».
Udc all’attaccoDalla conferenza stampa dei soci della cooperativa Aidas, afferma Gianluca Piergili, presidente dell’Udc Umbria, «emergerebbero aspetti inquietanti sulla gestione degli appalti e dei relativi controlli nel settore socio-sanitario. Secondo l’Aidas – insiste – ci sarebbero gravi irregolarità nella gestione del precedente bando e dalla verifica dei dati forniti dalla Ausl di Terni si evincerebbero delle incongruenze nella gestione del monte ore nei servizi di assistenza che avrebbero procurato ad Aidas un danno di diversi milioni di euro». Il presidente dell’Udc, poi, chiede di «capire le ragioni obiettive per le quali la Ausl4 non ha ancora autorizzato l’apertura di una struttura come quella di Collerolletta a servizio del territorio». Forse, domanda provocatoriamente, «la concorrenza da fastidio a qualche potentato politico-economico? Ci sono disegni politici diretti a togliere dal mercato un concorrente scomodo?» e propone che «si costituisca in tempi rapidissimi un tavolo di confronto tra Ausl4, Comune e Operatori sociali per districare in termini di chiarezza e legalità un tema dirompente come questo dei servizi socio-sanitari».
