Enrico Melasecche

di M.T.

La denuncia è grave. Anche se presentata con formula ampiamente dubitativa. Alcune cooperative, attive sul fronte degli appalti socio sanitari di Asl e Comune, avrebbero utilizzato impropriamente il servizio civile, utilizzando i giovani volontari in settori quali l’assistenza agli anziani e ai disabili. Il tutto sarebbe avvenuto nell’ambito degli appalti senza gara con i quali le cooperative stesse introitavano cifre milionarie dal Comune e da quella che era l’Asl4.

Il personale I giovani volontari, dice il consigliere comunale dell’Udc, Enrico Melasecche, «invece di essere adibiti ad accompagnare gli operatori specializzati, per maturare un’esperienza umana e professionale, sarebbero stati incaricati di vere e proprie sostituzioni dei soci lavoratori delle coop, titolari del servizio, a costo zero per la cooperativa che però avrebbe fatturato a Comune ed Asl le relative prestazioni, come se fossero state svolte dai propri soci o soci-lavoratori».

I controlli Secondo Melasecche «si parla di un numero elevato di giovani, decine e decine, misteriosamente dirottati soprattutto ad una coop che evidentemente aveva i giusti agganci presso il Servizio sanitario nazionale e per dissipare, una volta per tutte, qualsiasi dubbio su ipotesi così scabrose chiediamo al sindaco se è mai stato fatto un controllo, dal dirigente comunale ai servizi sociali e dalla Asl, su cosa avveniva realmente». Ma non solo.

I soldi Il consigliere comunale dell’Udc, infatti, chiede anche di sapere se «considerato che una fetta consistente di quegli appalti veniva erogata proprio dalle casse comunali e quindi era dovere dell’ente verificare quantità e qualità delle prestazioni, chi provvedeva a tale incombenza. Se «tutto ciò avveniva a campione oppure i controlli venivano concordati con la cooperativa» e se «esistono rapporti periodici e consuntivi finali da cui si poteva dedurre con assoluta certezza quanto avveniva».

I dirigenti Poi c’è una domanda scabrosa: «I dirigenti comunali incaricati a dirigere quel servizio nel corso degli ultimi quindici anni – chiede Enrico Merlasecche – avevano autonomia ed indipendenza di giudizio e di azione oppure erano legati da vincoli familiari e di interesse a quel mondo che unisce valori importanti ma anche interessi multimilionari?».