La struttura di Collerolletta

di Marco Torricelli

L’ipotesi, fatta da Umbria24 alla fine di ottobre, si è rivelata esatta. Sarà un commissario, inviato dal ministero dello sviluppo economico, a decidere il futuro della cooperativa Aidas. La proposta fatta dagli ispettori ministeriali, è stata accolta e, con l’arrivo di Silvia Volpini – il commissario – per almeno un anno, la situazione della cooperativa resterà congelata.

Tutti a casa La nomina del commissario determina, di fatto, l’azzeramento di tutti gli organi sociali – consiglio di amministrazione, collegio sindacale e assemblea dei soci – e la gestione commissariale, oltre che occuparsi delle attività di ordinaria amministrazione, è finalizzata a chiarire, definitivamente, quale sia l’effettiva situazione patrimoniale, economica e gestionale della cooperativa.

Il comunicato La presidente, Patrizia Lo Iacono, nel comunicato che conferma la notizia, non riesce a nascondere un minimo di delusione, ricordando di essere «legittima presidente della cooperativa sociale Aidas», ma «a nome di tutto il Cda, lasciando il nostro incarico, facciamo i migliori auguri di buon lavoro alla ragioniera Volpini, sapendo di aver amministrato in questi pochi mesi, in buona fede, secondo le leggi e purtroppo conseguentemente alle difficoltà, opacità e condizioni fallimentari create dagli amministratori precedenti».

Due ispezioni Oltre a quella ministeriale, la cooperativa Aidas era stata oggetto anche di un’altra ispezione, quella dell’Associazione generale cooperative italiane (Agci) e, una conferma ufficiale non c’è mai stata, i risultati a cui si era pervenuti erano molto simili a quelli dei tecnici del ministero: anche secondo l’Agci, insomma, un commissario era l’unica soluzione per mettere in ordine le carte a fare chiarezza.

Il concordato Un concordato preventivo ‘in bianco’ era stato annunciato, il 7 novembre scorso da Pierino Martinelli, il consulente cooptato nel consiglio di amministrazione della cooperativa: «Nasce dalla volontà di tentare di salvare la cooperativa, soprattutto perché le pressioni, da parte dei creditori, erano diventare fortissime e non era francamente possibile gestire la situazione. Con la concessione del concordato preventivo in bianco, da parte del tribunale, si è di fatto congelata la situazione esistente e la gestione viene ora svolta in sintonia con i due commissari nominati dai giudici».

La liquidazione Si era parlato della possibilità, per la cooperativa Adas, di essere messa in liquidazione: «Quella della liquidazione – aveva spiegato Martinelli – è una possibilità, ma non è certo l’unica. Certo – aveva detto – io, come ho già avuto modo di dire, nutro seri dubbi che la cooperativa possa continuare ad essere gestita com’è avvenuto in passato, visto che accumulava perdite importanti». E quindi? «Direi che, per adesso, dobbiamo fare una seria ricognizione sulla situazione economica e finanziaria, senza alcun obiettivo prefissato. Quando sarà il momento, decideremo».

Tutto congelato Ora o, meglio, entro il prossimo anno, a decidere non saranno loro. Ma «la ragioniera Volpini», come Patrizia Lo Iacono definisce il commissario ministeriale. Quel ‘soggetto terzo ed imparziale’, spesso invocato in questi mesi – la Uil in particolare aveva spesso usato questa definizione – che potrà anche riprendere in mano; oltre a tutte le carte relative alle varie procedure attuate, spesso contestate; anche quelle lasciate cadere, tipo il ricorso al Consiglio di stato sull’appalto Asl. Ma anche l’ipotesi di cessione di Collerolletta al gruppo Kos di Carlo De Benedetti, che ad un certo punto ha fatto un paso indietro non avendo referenti certi con i quali confrontarsi.

La Uil Secondo il sindacato «il commissariamento rappresentava ormai una necessità per porre fine ad un’elevata e insopportabile conflittualità interna alla cooperativa e che ha visto scelte che appaiono contrarie alla sopravvivenza della cooperativa stessam come il mancato ricorso al Consiglio di stato sull’appalto Asl (complessivamente circa 70 milioni di euro), la perdita dell’appalto della riabilitazione Domus Gratiae (oltre 6 milioni di euro) e persino il rinnovo dell’appalto di Monte Porzio, nel Lazio. Insomma condotte che appaiono del tutto contrari alla interesse della cooperativa Aidas e dei soci lavoratori».

L’auspicio La Uil, «che ha sollecitato il commissariamento, auspica che ora la figura competente e terza individuata dal ministero sappia operare la riappacificazione tra i soci e sopratutto garantire il pagamento degli stipendi e assicurare agli operatori prospettive certe di lavoro per il futuro. Ancora una volta – dice il segretario, Gino Venturi – dobbiamo segnalare il colpevole silenzio delle istituzioni locali su questa vicenda, con una ‘politica’ che sembra eccessivamente imbarazzata ogni volta che si tratta della cooperazione sociale ternana».

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