Verini, Trappolino e Di Girolamo

di F.T.

Tredici inviti a dedurre recapitati ad altrettante persone per oltre 3 milioni e 500 mila euro di contributi pubblici che, secondo la magistratura contabile, sarebbero stati percepiti indebitamente da Radio Galileo fra il 2004 e il 2012 in quanto organo del movimento politico CittAperta. Fra i destinatari della missiva, in cui si chiede conto dei meccanismi che hanno portato all’erogazione delle somme, ci sono anche l’onorevole Walter Verini e due ex parlamentari: Carlo Emanuele Trappolino e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. L’ipotesi di danno erariale formulata dalla procura della corte dei conti dell’Umbria riguarda, oltre a loro, altre dieci persone legate alla testata radiofonica al movimento CittAperta.

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La difesa «Sinceramente non ci sentiamo nei guai – spiega Walter Verini – perché abbiamo rispettato pienamente la legge. Abbiamo dichiarato di rappresentare in parlamento un movimento, CittAperta, che ha come organo radio Galileo, emittente radicatissima a Terni. E lo abbiamo fatto come deputati del Pd. Se questa cosa non fosse stata corretta, il dipartimento dell’editoria della presidenza del consiglio si sarebbe attivato tempestivamente. Le nostre dichiarazioni, in cui si attesta l’appartenenza al gruppo del Pd e l’impegno a rappresentare il movimento CittAperta, sono agli atti da anni e sono state firmate dai segretari generali di Camera e Senato».

Valutazione politica Buona parte della questione, secondo Walter Verini, ruota attorno al concetto di rappresentanza: «I magistrati fanno il proprio dovere e noi lo rispettiamo. Ma non spetta a loro dire come la politica deve rappresentare il territorio. Dal 2008 mi occupo quotidianamente, attraverso la mia attività di parlamentare, delle questioni del ternano. Dalle acciaierie al polo chimico, dai problemi della Sgl Carbon e della Sangemini fino alle questioni legate al carcere, ai pendolari e alla sicurezza. Su questi temi ho rilasciato decine di interviste a radio Galileo interloquendo con esponenti di CittAperta e giornalisti regolarmente contrattualizzati e pagati. Il fatto che in dieci anni il dipartimento editoria della presidenza del consiglio non abbia evidenziato alcuna irregolarità, ci convince una volta di più di aver agito nel rispetto della legge».

Di Girolamo Chiamato anche lui in causa dalla corte dei conti, Leopoldo Di Girolamo prova a ricostruire i vari passaggi che hanno portato all’erogazione dei contributi: «Sono fra i fondatori del movimento politico CittAperta che si è costituito a Terni nel 2004 ed è presente sul territorio attraverso strumenti di comunicazione e un partito che ha raccolto consensi nelle due ultime tornate elettorali. Nella nostra attività di parlamentari – spiega – abbiamo rispettato appieno i percorsi previsti dalla legge 250 del 1990 che regola i contributi per le testate, in questo caso radiofoniche, che siano anche organi di partito. La rappresentanza in parlamento può realizzarsi direttamente, attraverso le elezioni, o con una dichiarazione certificata dall’assemblea legislativa di cui il parlamentare fa parte. Una norma peraltro sottoposta a vincoli legislativi e controlli stringenti».

Paletti I contributi possono essere assegnati a imprese radiofoniche, a patto che non siano imprese commerciali e che abbiano un taglio ‘politico’. Fra i requisiti, quello di fare informazione per almeno la metà delle trasmissioni che vanno in onda fra le 7 e le 20. Il contributo inizialmente era del 70% della media dei costi sostenuti negli ultimi due esercizi, poi è stato progressivamente ridotto.

Rappresentanza «Il controllo sul rispetto della legge e dei decreti attuativi spetta al dipartimento comunicazione della presidenza del consiglio – osserva Di Girolamo – e non ad un’agenzia locale. Vale la pena ricordare come il contributo viene erogato direttamente all’impresa radiofonica che lo registra in bilancio e non ai parlamentari che rappresentano il movimento politico di cui la testata è organo ufficiale». Ma CittAperta non è un partito rappresentato in parlamento: «L’unico riferimento normativo sulla natura dei partiti è contenuto nella nostra Costituzione che parla di ‘libera associazione di cittadini’. E CittAperta è un movimento politico che hai suoi rappresentanti, a partire dal sottoscritto. Il percorso seguito per i contributi erogati a radio Radicale, in questo senso, è simile in tutto e per tutto. Tanto che i componenti possono essere tesserati o legati ad altre forze politiche».

Inviti a dedurre Ora le tredici persone chiamate in causa – oltre ai tre ci sono Giorgio Brighi, Franco Allegretti, Federico Allegretti, Matteo Allegretti, Gianni Tomassi, Mara Baldassarri, Ambra Rosati, Giorgio Di Pietro, Alberto Bersani e Sergio Barbaccia – hanno sette mesi di tempo per spiegare le proprie ragioni, attraverso memorie scritte, alla procura della corte dei conti dell’Umbria che dovrà decidere sulle eventuali richieste di archiviazione. Se non verranno accolte, si andrà a dibattimento davanti al collegio.

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