di Francesca Mancosu
Dodicimila, forse quattordicimila. Tanti sono ormai gli stranieri residenti a Terni, almeno stando alle cifre ufficiali. Che dalla fine dell’anno potranno contare anche su una propria rappresentanza in consiglio comunale, grazie alla nascente Consulta per l’integrazione, che vedrà svolgersi le sue prime elezioni il prossimo 24 novembre. Un traguardo per molti, ma non per la Federazione associazioni immigrati della provincia di Terni, che accusa: «Così com’è, è un organismo vuoto ed inutile».
Una scatola vuota? «Le associazioni che fanno parte della nostra federazione (che riunisce immigrati provenienti da Senegal, Ucraina, Perù, America Latina, Albania Marocco e Paesi arabi; ndr) proporranno tutte il proprio candidato – ricorda il presidente della Fai Cheikh Ahmed Gueye – ma secondo noi si tratta solo di una scatola vuota, senza alcuna reale capacità decisionale». Ad essere sotto accusa è il regolamento della Consulta, chiamata a riunirsi obbligatoriamente almeno due volte l’anno oppure solo su convocazione del consiglio comunale. «Continueremo a non contare niente – insiste Gueye – a non essere veramente coinvolti nelle politiche sull’immigrazione di questa città. Preferiremmo essere chiamati a lavorare su progetti concreti».
Un progetto organico Non ci sta, e rispedisce le critiche al mittente Mario Andrea Bartolini, presidente dell’associazione ‘Anziani immigrati per l’integrazione’, che da anni chiede a gran voce la creazione della Consulta. «Quello che sta per nascere è uno strumento fondamentale per garantire una vera integrazione fra ternani ed immigrati, e non ha eguali in Italia. Ricordo a Gueye che l’assetto costituzionale italiano non consente di costituire organismi di questo genere dotati di potere decisionale autonomo, ma il Comune si è già impegnato a chiamarlo in causa ogni volta che ce ne sarà bisogno». La Consulta, che grazie ad una norma transitoria entrerà in carica subito con un mandato di 4 anni, svincolato dalla legislatura comunale, avrà una propria sede, che ospiterà anche quelle delle varie associazioni di immigrati della città e della Casa dell’amicizia, che sarebbe dovuta sorgere a Villaggio Italia. «Insieme ai 25 rappresentanti eletti e al consiglio comunale elaboreremo un progetto organico per l’integrazione e indiremo una conferenza cittadina sulle problematiche dell’immigrazione», promette Bartolini.
Come candidarsi, e votare Saranno eletti 25 membri della Consulta e un presidente (che sarà in carica 18 mesi). Ciascun cittadino straniero potrà candidarsi singolarmente in rappresentanza del continente di origine (Europa, Asia/Oceania, Africa, America) presentando un apposito modulo in Comune, all’ufficio segreteria, o allo Sportello dell’immigrato – dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 ed il martedì e giovedì pomeriggio anche dalle 15,30 alle 17,30 – entro e non oltre il 4 novembre. Per votare è invece necessario aver compiuto 18 anni, essere in possesso del permesso di soggiorno ed iscritti nelle liste anagrafiche dei residenti nel Comune di Terni. I seggi, allestiti al Centro di via Aminale saranno aperti dalle 8 alle 22 del 24 novembre.
