di Francesca Mancosu

Ha ancora un senso la Consulta per l’integrazione del Comune di Terni? E come mai si sono candidate solo 28 persone per i 25 posti previsti, in rappresentanza degli 11.052 immigrati aventi diritto al voto? Dopo il rinvio, all’ultimo momento, delle elezioni previste per il 24 novembre al 26 gennaio siamo andati a chiederlo direttamente agli immigrati. Che ci hanno spiegato le proprie ragioni.

Poca informazione? «L’amministrazione ha fatto due, tre comunicati, ma è mancata una vera informazione pubblica, nei punti di ritrovo delle comunità di immigrati, in ospedale, nelle scuole, in chiesa», lamenta Gina Dimitriu, candidata per la Romania. «L’assessore alle Politiche sociali Stefano Bucari ci ha promesso l’affissione di locandine e l’organizzazione di incontri per cercare di capire quali sono le esigenze, ma ancora non è stata fissata una data. Credo sarebbe il caso di predisporre avvisi multilingue e una lista pubblica di tutti i candidati». Della stessa opinione Aron Berhane, rappresentante dell’Eitrea: «In pochi sapevano delle elezioni, ora aspettiamo l’autorizzazione del Comune per attaccare manifesti. Per il resto, noi facciamo quello che possiamo, andiamo nei quartieri a spiegare ai cittadini cosa fa la Consulta e a cosa serve».

Serve o no? Già. A cosa serve? Qualche settimana fa, il presidente della Federazione associazioni immigrati della provincia di Terni, Cheikh Ahmed Gueye diceva di ritenerla «una scatola vuota ed inutile», ed ora gli fa eco Lulezim Pojani, presidente della vecchia Consulta degli immigrati fino al 2007 e referente dell’associazione albanese ‘Alba 2003’. «Per quanto ci riguarda, l’informazione non è mancata, e stiamo cercando un candidato che ci rappresenti appieno. Però, personalmente ritengo che la Consulta che ci accingiamo a votare sia un organismo ormai superato dagli eventi. Aveva un senso 30 anni fa, quando gli immigrati a Terni erano pochi; ma ora che rappresentano oltre il 10% della popolazione (2-3 punti sopra la media nazionale) servirebbe un’altra forma di organizzazione, magari un forum aperto a tutti, che consenta una partecipazione piu concreta alla vita poltica-economica della città».

«Integrazione, non immigrazione» Di parere radicalmente opposto Eddie Nebo, presidente dell’associazione ‘Namasté’ e fra i principali sostenitori della Consulta insieme all’associazione ‘Anziani immigrati per l’integrazione’: «Chi nega il valore di questo organismo non capisce nulla di immigrazione e integrazione. Non serve un forum, ma uno strumento che consenta agli immigrati di esprimersi in seno all’amministrazione comunale. Senza dialogo, senza confronto, non può esserci nessuna vera integrazione. Vogliamo costruire una rete con le altre consulte che sono nate e nasceranno in queste settimane ad Amelia, Orvieto ed Attigliano, per poi agganciarci a quella regionale, che esiste dal 1990». Nebo poi dice la sua anche sull’esiguo numero di candidature: «Non è una questione di disinteresse o scarsa informazione; le varie comunità preferiscono candidare solo persone realmente rappresentative dei propri interessi e preparate, piuttosto che disperdere i voti su più nomi».

Le risposte dell’assessore Bucari Dal canto suo, l’assessore alle Politiche sociali Stefano Bucari conferma le criticità, ma anche la volontà di promuovere le imminenti elezioni e la presentazione delle candidature entro il nuovo termine del 15 dicembre. «Abbiamo avuto un incontro con i consiglieri comunali, i sindacati e le associazioni che si occupano di immigrazione per cercare di capire perché molte comunità abbiano deciso di proporre un solo candidato, e ne organizzeremo altri per capire quali problemi ci sono. Poi potenzieremo l’informazione attaverso una campagna di comunicazione su vasta scala, con l’affissione di manifesti in giro per la città». E quali saranno, viene spontaneo chiederselo, i costi di questa operazione? «L’intera tornata elettorale costerà sugli 8-10mila euro, fra stampa dei materiali, allestimento dei seggi e pagamento del personale, con il coinvolgimento di circa 15-20 persone fra uscieri, componenti dei seggi, impiegati dei servizi informatici».

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