di Francesca Mancosu
Quasi 1600 votanti: 1598 per la precisione, di cui 919 uomini e 679 donne. Tanti sono stati gli immigrati ‘ternani’ corsi al voto nella giornata di domenica al centro multimediale, per eleggere i 25 membri della Consulta per l’integrazione del comune di Terni, in rappresentanza di quasi 12mila residenti ufficiali. Un risultato consistente, ancor più se si considera che le recenti, analoghe elezioni a Orvieto e Perugia hanno visto una partecipazione bassissima.
La prima seduta entro aprile Un successo, quindi, a dispetto delle polemiche che hanno preceduto il voto e che lo scorso novembre avevano costretto al rinvio a causa dello scarso numero di candidati . «Un risultato importante e per niente scontato che conferma l’alto livello d’integrazione delle comunità di migranti residenti a Terni e la loro volontà di partecipare alla vita cittadina», secondo il presidente del consiglio comunale di Terni Giorgio Finocchio, che ha promesso di farsi «promotore fin dai prossimi giorni affinché la prima seduta congiunta possa aver luogo entro il termine dell’attuale consiliatura».
Attenuare i conflitti «Nel giorno in cui 13 immigrati del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma, si cucivano la bocca per protestare contro le loro condizioni, e alcune forze politiche polemizzavano sull’immigrazione, questa città ha dato un segnale importante», prosegue Finocchio. Un passo fondamentale, per rinsaldare o costruire la «collaborazione, il rapporto diretto con le singole comunità. Che è essenziale salvaguardare anche per una questione di sicurezza della città, in un momento in cui le difficoltà economiche e la mancanza di lavoro potrebbero favorire il conflitto sociale».
I risultati Per avere il crisma dell’ufficialità sui nomi dei 25 eletti – su 36 candidati – bisognerà attendere la proclamazione della commissione elettorale, entro trenta giorni. Stando al regolamento approvato dal consiglio comunale, la composizione dell’organismo consiliare dovrà infatti tener conto anche della salvaguardia della differenza di genere e della nazionalità. Questi i risultati, con le relative preferenze, per ciascun continente. Africa: Ahonga Guy Rhode (Congo) 31 voti, Berhane Aron (Eritrea) 35, Ehigiator Esohe (Nigeria) 35, Feresenbet Daniel Mandefro (Etiopia) 19, Hounguia Kuassi Martin (Benin) 4, Lamzouri Taoufik (Marocco) 75, Maarouf Abderrahim (Marocco) 79, Ngu Ndi Negwed (Camerun) 15, Sene Mounetakha (Senegal) 17, Simo Mireille Christel (Camerun) 2. America: Aconda Vasquez Mauricio (Ecuador) 40; Ayala Elsa Teodora (Perù) 6, Encarnacao De Souza Nelsimar (Brasile) 4, Hinostroza Calle Tania (Perù) 3, Rojas Ospina Mercedes (Colombia) 2, Toledo Ariel (Uruguay) 1. Asia- Oceania: Ali Najabat (Pakistan) 84, Banger Lovedeep (India) 137, Hossain Delwar ( Bangadlesh) 82, Magmanlac Ines Nenita (Filippine) 150, Mustafa Ghulam (Pakistan) 38, Raja Faiz Ullah (Pakistan) 58, Saini Sarita (India) 105, Singh Gurpreet (India) 22. Europa: Aftylyak Iryna (Ucraina) 42, Bushi Bledar (Albania) 55, Cerri Drilon (Albania) 149, Grabowska Anna (Polonia) 38, Dumitru Gina (Romania) 26, Gaina Galina (Moldavia) 4, Gaina Liuba (Moldavia) 1, Hotico Maria (Romania) 83, Moisa Nicoleta (Romania) 34, Poenaru Georgeta (Romania) 78, Pohja Solajd (Albania) 10, Popescu Gianina (Romania) 17.
La soddisfazione di Bucari L’appuntamento elettorale è stato contrassegnato indubbiamente da un’alta partecipazione di giovani. Un segnale prezioso, secondo l’assessore alle Politiche sociali Stefano Bucari, a dimostrare che «la voglia di confronto, integrazione, rispetto reciproco è molto elevata in particolare nei ragazzi e nelle ragazze che pur arrivando da continenti diversi, a Terni hanno studiato, costruito amicizie, hanno esperienze lavorative, fino a sentirsi – per citare parole loro – ‘ternani’. Ci sono ora tutte le condizioni affinche la Consulta possa lavorare e dare il suo contributo. Le politiche di integrazione non sono una slogan vuoto, ma un modo di agire con azioni concrete e soprattutto coinvolgendo i protagonisti. Una città più accogliente, più sicura, più attenta alla legalità passa anche attraverso la fase di ascolto e di proposta fattiva».
Le quote rosa? A destare qualche controversia, con relativi ricorsi, sarà la norma sulle ‘quote rosa’, contenuta nell’articolo 16 del regolamento della Consulta, secondo i responsabili dell’associazione ‘Anziani e immigrati per l’integrazione’., uno dei soggetti che più hanno creduto in queste elezioni. «La norma prevede il 40% di donne nella Consulta, ma non se ne sono candidate abbastanza. Un altro problema poi è costituito dal numero di candidati eleggibili per ciascuna nazione, vale a dire due per ogni Paese. «L’Albania, ad esempio, ne ha presentati tre, e la Romania cinque, e quindi temiamo qualche problema. È da vedere come la commissione elettorale interpreterà il regolamento. Sicuramente qualcuno farà ricorso». A scongiurare questa eventualità, il presidente Giorgio Finocchio, che assicura: «Gli 11 ‘esclusi’ potranno comunque partecipare ai lavori dell’assemblea come invitati, e il presidente della Consulta cambierà ogni 18 mesi, a rotazione: ora andiamo avanti con tranquillità, se ci saranno problemi li affronteremo».
Come funzionerà la Consulta Grazie ad una norma transitoria la Consulta entrerà in carica subito con un mandato di 4 anni, svincolato dalla legislatura comunale. Sarà chiamata a riunirsi obbligatoriamente almeno due volte l’anno oppure su convocazione del consiglio comunale (dettaglio che ha destato le ire della Federazione associazioni immigrati della provincia di Terni, per cui la Consulta è «un organismo vuoto ed inutile, senza alcuna reale capacità decisionale». La Consulta avrà una propria sede, all’interno di palazzo Spada.
