Il consiglio comunale

di Francesca Mancosu

Furbi o (quasi) indigenti? La domanda sorge spontanea a leggere le dichiarazioni dei redditi dei membri della giunta e del consiglio comunale appena pubblicate sul sito del Comune di Terni, in ottemperanza al decreto sulla trasparenza della pubblica amministrazione. Se, infatti, la maggior parte di loro possono vantare stipendi di tutto rispetto – sindaco in testa – alcuni non superano i 9mila euro.

I ricchi Al primo posto si piazza Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte Costituzionale e del Consiglio di amministrazione della Rai, che ha dichiarato un reddito imponibile annuo di 214.854 euro, contro i 148.858 euro del sindaco (e medico) Leopoldo Di Girolamo e i 134.797 di Enrico Melasecche, che vanta nel suo lungo curriculum anche un incarico come ‘responsabile della custodia e della movimentazione dei valori custoditi nei caveau del palazzo della Banca d’Italia a piazza Tacito’.

I poveri Agli ultimi posti di questa speciale classifica, stando a quanto riportato dal sito comunale, troviamo cinque consiglieri con stipendi al di sotto della soglia di povertà, tutti in forza al partito democratico – Riccardo Giubilei (Pd) con 8.929 euro, Jonathan Monti (Pd) con 8.403, Ermanno Ventura (Pd) 7.198 e Anna Bartolini (Pd) con 2004,42 euro – tranne Francesco Maria Ferranti, di Forza Italia, penultimo con 4.919 euro.

«Massima trasparenza» Raggiunti al telefono, i cinque hanno dato la loro versione. Che Umbria24 si limita a registrare. La prima a rispondere è la più ‘povera’, Anna Bartolini, 33 anni e una laurea in medicina in tasca: «Al momento ho un contratto da specializzanda – racconta – quindi non sono tenuta a fare la dichiarazione dei redditi; i circa 2mila euro a cui si fa riferimento corrispondono ai gettoni di presenza del consiglio comunale. Che sono pochi perché non ho modo di partecipare alle sedute delle commissioni a causa del mio impegno in università». Le fanno eco Jonathan Monti, studente di ingegneria: «Fra l’altro, sono uno dei pochi che versa il 15% dei suoi compensi al partito» e Francesco Maria Ferranti, che assicura: «Tutto regolare. Visto che faccio il consigliere comunale a tempo pieno, non ho modo di fare altri lavori, ma ho la fortuna di avere dalla mia una famiglia che mi sostiene. Del resto, con oltre 4mila preferenze alle ultime regionali e oltre 700 voti alle comunali, posso dire di aver fatto la scelta giusta». Non molto diversa la storia di Riccardo Giubilei: «Fino al 2011 lavoravo in una multinazionale a Roma, ma non avevo tempo a sufficienza per dedicarmi al meglio al mio ruolo di consigliere, così ho deciso di licenziarmi e prendermi un anno sabbatico, dedicandomi al contempo alle attività di famiglia». Ermanno Ventura, dal canto suo, ci tiene a precisare di essere finito agli ultimi posti solo per una svista: «I circa 7mila euro a cui si fa riferimento sono solo quelli di ‘provenienza’ comunale. In realtà il mio reddito è di circa 32mila euro».

E le consulenze? Spulciando la nuova sezione ‘Ammistrazione trasparente’ del sito comunale – che consta di circa 8mila dati – si trovano anche interessanti pagine sui bandi di gara e i contratti delle varie direzioni, dall’edilizia ai servizi culturali, tanto malmessi graficamente da risultare quasi illeggibili, e le consulenze. Se quelle per il 2013 risultano ‘in aggiornamento’, sono invece consultabili quelle del 2012. Fra le tante spiccano quelle per il concorso di progettazione della passerella della stazione, che dovrebbe essere pronta entro giugno 2015. Poco più di 2mila euro i compensi corrisposti ai membri della commissione giudicatrice dei progetti partecipanti al concorso Carlo Margheriti e Paolo Desideri (padre di uno degli stagisti dello studio vincitore)  a fronte dei 135 euro chiesti dall’ingegnere Luciano Tortoioli. Oltre 96mila gli euro che sono andati allo studio Renato Benedetti Mc Dowell per la ‘progettazione definitiva del percorso pedonale sopralevato tra piazza Dante ed il futuro sistema di attestamento di via Divi integrato alla stazione ferroviaria di Terni’. Riguardo al teatro Verdi, si sa che poco più di 42mila euro sono andati al dipartimento di progettazione dell’architettura del politecnico di Milano per ‘l’effettuazione degli studi’ mentre ammontano a oltre 92mila euro la cifra chiesta per la ‘progettazione definitiva ed esecutiva strutturale e coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione per la realizzazione per il dell’intervento di restauro, adeguamento funzionale e impiantistico’.

Anticorruzione? Un ultimo appunto sulla sezione Anticorruzione, creata per raccogliere «tutto il lavoro promosso dal Segretario Generale, con il Piano anticorruzione, l’istituzione del Nucleo operativo per la prevenzione e le sue attività, del Nucleo di controllo di regolarità amministrativa e del suo regolamento». Che però, almeno per il momento, si apre su una pagina bianca. O forse, semplicemente troppo trasparente.

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