di Fabio Toni
La firma sulla convenzione era attesa da tempo. Ora però è ufficiale: anche il comune di Terni entra a far parte degli enti che possono far svolgere lavori di pubblica utilità alle persone condannate per guida in stato di ebbrezza.
I risultati La convenzione, già attiva con l’Asl2 e con otto comuni del territorio, riguarda anche coloro che devono scontare pene di modesta entità legate al consumo e al possesso di stupefacenti. Tuttavia i risultati ottenuti fino ad ora hanno spinto il tribunale, su indicazione del ministero della giustizia, ad insistere soprattutto sui reati compiuti da chi si mette alla guida dopo qualche bicchiere di troppo.
La convenienza I vantaggi sono in realtà molteplici. Per l’ente che può contare su unità aggiuntive, pur con orari limitati. Per il soggetto condannato che può ottenere l’annullamento della sanzione pecuniaria derivante dalla condanna penale, la restituzione del mezzo eventualmente confiscato e – in ultimo – il dimezzamento della sospensione della patente. E per il sistema giudiziario che realizza quell’azione sociale di ‘recupero’ che, pur fra mille contraddizioni, rappresenta una priorità e un compito preciso.
Due anni Il documento sottoscritto da tribunale e comune di Terni ha validità biennale, è rinnovabile e prevede l’impiego di 10 persone in diverse aree: dalle manutenzioni (del verde e degli spazi pubblici), fino alle classiche mansioni d’ufficio, anche in ambito informatico. Una gamma ampia di interventi in cui chi deve scontare una pena, pur lieve, può trovare spazio per le proprie attitudini.
Il sindaco Soddisfatto il sindaco Leopoldo Di Girolamo che parla di «strumento importante che punta al recupero attraverso il lavoro, in particolare in alcuni settori in cui il comune ha più difficoltà per ragioni di bilancio». Per il presidente del tribunale, Girolamo Lanzellotto, la convenzione rappresenta «un altro passo importante dopo gli ottimi risultati della collaborazione instaurata con l’Asl, dove diverse persone impiegate nei lavori di pubblica utilità hanno manifestato la volontà di offrire il proprio contributo volontario anche al termine dell’esperienza di recupero».
