Hanno lavorato a lungo, ci hanno messo fantasia, impegno, entusiasmo e hanno vinto: prima il bando di Mibact e Siae, poi il cntributo di altri sponsor e l’indiscussa riuscita dell’evento. ‘Concertodai balconi di piazza del Mercato’ ha riscosso un grandissimo successo; è stato partecipato e apprezzato, oltre che gratuito. «Come si contano i numeri di un evento gratuito, ad accesso libero, in uno spazio pubblico, frutto di un percorso partecipativo?». La domanda arriva direttamente dagli organizzatori che, a riflettori spenti, scrivono alla città e ‘danno i numeri’.
L’ex mercato coperto «Due le associazioni ideatrici ed organizzatrici del progetto ‘Concerto dai balconi di piazza del Mercato’; otto mesi dalla data di inizio del progetto, di cui tre mesi di lavoro nel quartiere; 24.550 euro, costo totale del progetto comprensivo del cofinanziamento delle due associazioni, per la realizzazione dell’intero percorso, ancora non terminato di cui 20.600 euro di contributo ricevuto da Siae, Mibact e altri sponsor; 3 mila euro (più il tempo perso) per la parziale apertura del mercato coperto, che non è avvenuta». L’unico neo della kermesse è stato forse questo, non tutto è andato secondo i piani: all’ultimo, per ragioni di sicurezza, gli uffici comunali non hanno trovato la quadra per concedere il nulla osta alla fruibilità della vecchia struttura, ormai in disuso, che occupa la piazza. Come noto la vicenda è sul tavolo del Consiglio di Stato e, in attesa di una sentenza, sarebbero riprese le interlocuzioni tra Palazzo Spada e Coop Centro Italia, attraverso il terzo assessore all’Urbanistica dell’attuale mandato della giunta Di Girolamo. A parlare col gruppo per trovare un accordo, dopo Francesco Andreani e Stefano Bucari, ora tocca a Sandro Corradi.
I numeri dell’evento di piazza del Mercato Per il momento quella struttura è chiusa e inevitabilmente sempre più fatiscente, ma almeno per un giorno le associazioni Demetra e Arciragazzi hanno fatto rivivere quello spazio: «Quattro persone nel gruppo di lavoro dedicato al progetto; 20 collaboratori; 17 volontari di cui 4 provenienti dalla Corea del Sud; 67 artisti; 22 gruppi musicali; 17 artigiani e 5 produttori locali; 15 balconi e finestre; 3 percorsi formativi; 210 proposte dei cittadini su come riutilizzare lo spazio; 1 quartiere. In tanti ci hanno chiesto ‘Quando lo rifate? Ce ne vorrebbe uno al mese’. Non è la nostra priorità al momento. Non perché non ci piacerebbe rifarlo, anche per noi è stata una bella festa ma il ‘Concerto dai balconi’ a cui in tanti hanno partecipato è solo la parte più visibile di un processo partecipativo durato mesi e che non è ancora terminato. Vogliamo parlare del percorso, di quante persone abbiamo incontrato, a quante porte abbiamo suonato, quante persone ci hanno offerto aiuto o anche solo una merenda».
Demetra e Arciragazzi «L’organizzazione di questo evento, in un’area degradata seppur estremamente centrale della città – scrivono ancora gli organizzatori – ci ha permesso di incontrare e condividere con tutti i soggetti che fanno ‘resistenza’ nella zona: gli abitanti, i commercianti, i passanti abituali, i nostalgici e i visionari. La nostra sfida è quella di utilizzare la creatività e l’arte come stimolo per un rinnovato senso comunitario e per una alleanza propositiva tra gli abitanti, affinché possano riconquistare fiducia nella propria capacità di essere parte attiva nei processi di cambiamento. Siamo abituati, ormai da anni, a facilitare ed accogliere l’espressione, a praticare realmente, sul campo, la partecipazione. Abbiamo trovato nella piazza un terreno fertile che invitiamo a coltivare e interpretiamo la presenza di così tanto pubblico come il desiderio di riabitare questa zona d’ombra unito alla curiosità per un evento insolito. Abbiamo chiesto ai partecipanti di alzare lo sguardo, in un simbolico gesto che ci distolga dall’individualismo per permetterci di concepire idee innovative e concrete».
Concerto dai balconi «Ringraziamo gli abitanti e i commercianti di Piazza del Mercato per l’accoglienza ed il sostegno, le associazioni e le imprese che ci hanno aiutato e tutte le persone coinvolte. Dobbiamo anche scusarci se a volte siamo stati scomposti o poco pazienti. Miglioreremo, davvero. La nostra presenza nel quartiere non è ancora terminata. Stiamo continuando a raccogliere testimonianze per realizzare un documentario che racconti le persone e le loro storie, intrecciate con quella del vecchio mercato, che sarà presentato proprio in piazza, dove è nato. Questo angolo in pieno centro della città che le persone percepiscono come abbandonato e pericoloso – concludono – ha dimostrato di poter essere accogliente e vivibile per persone di tutte le età. Cerchiamo insieme di riconoscerne e valorizzarne il potenziale».
