di M. R.

Incapacità di riscossione, mancato inventario degli immobili, contenzioso facile e indebitamento da 170 milioni di euro sono alcuni degli aspetti messi nero su bianco dal collegio dei revisori dei conti del Comune di Terni, esprimendo comunque parere favorevole al bilancio consuntivo 2016. Il documento contabile da 58 milioni di buco è prossimo alla discussione nell’aula del consiglio ma sconterà una nuova seduta di terza commissione venerdì e un’altra presumibilmente lunedì 15 maggio.

Bilancio consuntivo 2016 Gli appuntamenti serviranno ad approfondire uno dei temi più caldeggiati dall’opposizione, ovvero quello delle società partecipate che, complessivamente pretendono dal Comune di Terni 24,6 mln già riconosciuti dall’ente, più ulteriori 12 milioni che, da bilanci delle controllate risultano come cifra dovuta da Palazzo Spada ma che l’ente non riconosce o sui quali sono in corso dei contenziosi legali. Di contro comunque anche il Comune vanta crediti nei confronti delle stesse società, circa 22 milioni. Il collegio dei revisori però rispetto a questo specifica che è assolutamente necessarie una riconciliazione definitiva dei rapporti economici con le partecipate e ricorda agli amministratori che, essendo società di scopo che supportano l’istituzione nell’erogazione dei servizi, tra le parti non possono permanere controversie».

Incapacità di riscossione Come già sottolineato dal vecchio collegio inoltre, al termine dell’esercizio di gestione dell’anno 2016, è emerso ancora una volta che Palazzo Spada soffre nella riscossione e che ricorre costantemente alle anticipazioni di tesoreria. Tra gli aspetti evidenziati dall’organo di revisione spunta inoltre la cattiva condotta del Comune in termini di tempestività nel pagamento dei fornitori, con un notevole peggioramento rispetto al 2015; da qui la raccomandazione ad invertire la rotta per evitare interessi di mora. Se non bastasse, i revisori ricordano anche che manca un inventario dei beni immobili «e soprattutto – avvertono – se non arriva l’ok del Ministero al piano di riequilibrio, l’ente (che nel frattempo ha ridotto di 10 milioni l’indebitamento), finirebbe inevitabilmente in dissesto».

@martarosati28

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