di Tommaso Sabatini
Anche sabato, come ogni 19 gennaio, Terni ha ricordato la figura del partigiano Germinal Cimarelli – medaglia d’oro al valor militare della Resistenza – con una cerimonia che si è svolta sulla montagna di Torre maggiore nei pressi di Cesi.
La cerimonia L’Anpi ha dato appuntamento a cittadini e istituzioni proprio nel luogo dove l’antifascista ternano fu ucciso il 20 gennaio 1944 e dove un cippo ricorda il sacrificio del partigiano della brigata Gramsci. Alla cerimonia hanno partecipato gli assessori Marcello Bigerna per la Provincia e Marco Malatesta per il Comune, oltre a rappresentanti dei Comuni di Narni e San Gemini e della guardia di finanza, insieme a quattro funzionari militari dell’ambasciata russa a Roma. Il professor Angelo Bitti dell’Icsim ha poi breve conferenza presso l’auditorium della chiesa di San Michele Arcangelo a Cesi, dove ad ascoltarlo c’erano anche studenti delle scuole elementari e medie della zona e dell’Istituto tecnico ‘Casagrande’.
La storia Nato nel 1911 da una famiglia di estrazione popolare, ma amante della letteratura (il suo nome ricorda il celebre libro di Emile Zolà), Germinal Cimarelli, mandato dal fascismo al confino, prima alle isole Temiti poi a Ventotene, una volta conquistata la libertà fu uno dei primi organizzatori della resistenza in Umbria. Nonostante un grave menomazione della vista, chiese ed ottenne di impegnarsi direttamente sul campo, comandando una formazione composta da circa venti elementi, tra partigiani e militari sovietici fuggiti dalla prigionia. Sacrificò la vita per consentire ai membri del suo battaglione di mettersi al riparo da un improvviso attacco tedesco, gesto che gli valse la medaglia d’oro.
