di Mar. Ros.
«Il cantiere è ripartito, l’ente è al lavoro per concordare una soluzione definitiva con la proprietà e ha già fatto una proposta». Questo in sintesi il messaggio lanciato dall’assessore all’Urbanistica Francesco Andreani ai rappresentanti del Comitato ‘No cavalcavia-pro Cospea’ ormai da anni attivi contro la sopraelevata di via Alfonsine, prevista come opera di collegamento tra la struttura commerciale esistente quella in corso di realizzazione nel quartiere da parte di Giunio Marcangeli. A questi, intervenuti giovedì in Comune, ha anche detto: «Bene progetti alternativi, purché si rispetti la condizione generale ‘passaggio dei pedoni sopra e quello dei veicoli sotto’».
No cavalcavia La notizia che l’assessore ha portato al tavolo della discussione è che «Il Gruppo di lavoro tecnico si è costituito». È quello che il Comitato attende da tempo perché contribuisca a stabilire la soluzione finale, per la quale pare il Comune abbia già avanzato un’ipotesi; nulla iche abbia a che vedere con ascensori o altri marchingegni come suggerivano i residenti di Cospea perché l’assessore, a interventi di grande innovazione tecnologica di difficile manutenzione, preferisce «cose semplici, efficaci e funzionali».
Cospea «C’è stato un primo confronto col privato – ha detto Andreani – le interlocuzioni proseguono ma sulla base di un principio molto semplice ‘Noi non diciamo agli imprenditori come fare impresa, loro non ci insegnano a fare la città’. Punto ad un accordo con la proprietà ed entro la fine del 2016, perché di certo il Comune non vuole prestare il fianco ad eventuali richieste di danni».
Soluzione «La situazione è imbarazzante – commenta il consigliere Pd Renato Bartolini – un gruppo di lavoro sulla questione fu formato già tre anni fa ed inoltre c’è una convenzione firmata, forse è inutile parlarne. A meno che non si voglia prendere in giro i cittadini». Ma l’assessore ha la risposta pronta: «Quel gruppo di lavoro propose un’alternativa da 4,5 milioni di euro che prevedeva l’interramento di 1,5 chilometri di strada; non era praticabile». I membri del Comitato hanno lasciato Palazzo Spada fiduciosi.
