Sandro Corsi

di Marco Torricelli

L’annuncio, a sorpresa, viene all’indomani dell’inutile ‘vertice’ di martedì sera: le socie-lavoratrici di Actl che hanno in tasca la ‘tessera’ anche della cooperativa Aidas, sono state invitate a fare una scelta. E una sessantina di loro l’ha già fatta: lasciano Aidas e restano in Actl.

L’annuncio A dirlo è il presidente di Actl, Sandro Corsi, che spiega: «La permanenza dei soci in due cooperative sociali diverse è permesso dagli statuti, a patto che ci sia l’assenso dei consigli di amministrazione e quello di Actl ha deciso che questa opzione non fosse più praticabile. Le socie che hanno deciso di scegliere la nostra cooperativa stanno già avviando le procedure per uscire da Aidas.

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Lo sciopero Visto che questa, dice ancora Corsi, «era una delle problematiche sollevate da coloro che stanno attuando uno sciopero della fame, noi riteniamo che adesso potrebbero, se lo riterranno opportuno, sospendere quella forma di protesta». L’Aidas, prosegue il presidente di Actl, «adesso non avrà più scuse, perché le loro assemblee non vedranno più la partecipazione di soci e socie anche della nostra cooperativa».

La replica Soddisfatti, ma con riserva, Serenella Arca, Petya Dimova, Rita Satolli e Gino Venturi, per i lquali lo sciopero della fame è arrivato al 13simo giorno: «La notizia è certamente buona – dicono – ma prima di prendere qualsiasi decisione aspettiamo una comunicazione, formale, da parte del commissario Silvia Volpini e vogliamo anche conoscere la valutazione degli altri soci di Aidas, con i quali era stata presa la decisione di dar vita alla nostra protesta». Anche perché, precisa Venturi, il commissario ci deve garantire che le socie Aidas siano tenute al corrente di tutto ciò che accade e che l’assemblea, finalmente solo di soci Aidas, possa esprimersi».

La polemica Altri temi emersi, nell’incontro con il presidente di Actl: «La crisi di Aidas (Corsi incorre in un lapsus, parlando di «ex Aidas»; ndr) non è stata certo determinata dalla presenza di soci che lo erano anche in altre cooperative, ma da problematiche che, ci auguriamo tutti, saranno presto chiarite dalle indagini in corso». Poi quasi il lancio di una Opa su Aidas: «Siamo certi di poterci candidare ad assumere un ruolo per il futuro, perché la forza economica di una cooperativa sociale non è rappresentata solo dalle possibili presenze di assistiti nelle strutture, ma anche e soprattutto da una solida base economica e dalla presenza delle professionalità necessarie a garantire, quando si avvia un percorso nuovo, un’adeguata copertura finanziaria».

Gli attacchi Non sono mancati, visto che all’incontro hanno partecipato anche alcuni soci e socie, attacchi pesanti al segretario della Uil, Gino Venturi e alle altre tre lavoratrici in regime di digiuno: «Proprio Venturi, due anni fa – racconta Anna Vecchioni – mi spinse ad accettare il congelamento di tre stipendi e ad accettare una decurtazione del 20% di altre cinque mensilità, con la promessa che così tutto si sarebbe risolto». Mentre delle tre colleghe dice che «Arca non è socia di Aidas, in quanto espulsa, ma una semplice dipendente; come pure Dimova, che è una dipendente. Satolli, invece, non è né l’una né l’altra in quanto è stata licenziata da tempo».

Le repliche Gino Venturi non si scompone: «Due anni fa non mi occupavo affatto di Aidas – dice il segretario della Uil – e forse la signora mi confonde con qualcun altro, ma avremo nodo di chiarire questo punto». Le tre lavoratrici in sciopero della fame, invece, preferiscono non replicare: «Le cose si stanno cominciando a chiarire – dicono – e non è il caso di tornare ad intorbidare le acque. Presto la vera storia dell’Aidas, compresi tutti gli errori commessi da chi negli anni l’ha amministrata, verranno alla luce».

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